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Arriverà prima la NATO o l'Unione Europea?

I migliorati rapporti tra Russia ed Occidente spianano la strada all'ingresso delle repubbliche baltiche nell'Europa unita e nell'alleanza militare euro-americana. Ma ci vorrà tempo e, soprattutto, una favorevole congiuntura economica e diplomatica.

Le tre repubbliche baltiche sono tra le nazioni meno conosciute d’Europa ed hanno moltissimo in comune dal punto di vista culturale, storico e politico.
Entrambe furono conquistate dai Cavalieri Teutonici nel Medio Evo i quali dominarono i nativi baltici, ugro-finnici e slavi e li convertirono al Cristianesimo; entrambe sono sfuggite all’abbraccio dell’orso russo-sovietico.

L’Estonia è il più piccolo dei nuovi stati, quello più a nord con capitale Tallin, parla una lingua simile a quella dei finlandesi e degli ungheresi e professa in maggioranza il luteranesimo.
La Russia rivendica alcuni suoi territori orientali e San Pietroburgo non è molto lontana, mentre una consistente minoranza russofona vive nel paese.

L’Estonia ha avuto un buono sviluppo economico e sociale in questi anni ed ha intrecciato ottimi rapporti coi paesi scandinavi e la Germania; la sua adesione a Nato ed Unione Europea è in fase molto avanzata.
I rapporti col gigante russo sono discreti, per ora, e le minoranze vengono trattate meglio che nella più meridionale Lettonia, anche se comincia ad essere grosso il problema della criminalità organizzata come in tutte le nazioni ex-sovietiche.

La Lettonia, al centro con capitale Riga, è la pià grande ed importante delle tre repubbliche, ha una forte minoranza russofona (non russa perchè formata anche da ucraini, bielorussi, caucasici ed asiatici di lingua russa), è anch’essa in maggioranza luterana e parla una lingua di origine baltica molto simile al lituano.
La Lettonia sta avendo un impetuoso sviluppo, ma meno armonioso di quell’Estonia e tra spinte nazionalistiche e rivendicazioni russe i suoi rapporti col grande vicino non sono facili; molto migliori sono le relazioni con l’Occidente e buoni sono stati i passi avanti nell’integrazione europea ed atlantica.

Per finire lo stato più a sud dei tre è la Lituania, l’unico cattolico e con capitale Vilnius, l’unico a non aver particolari problemi con le minoranze russe e polacche (solo 10 per cento della popolazione).
La Lituania è forse il meno avanzato dei tre nuovi stati, ma è anch’esso già ben collegato con l’Occidente e si dimostra molto interessato ad un’eventuale sistemazione politico-territoriale dell’enclave russa di Kaliningrad (Ex-Prussia orientale tedesca) ai suoi confini meridionali.

Concludendo la nostra analisi le tre repubbliche baltiche sono sulla buona strada per una rapida integrazione col resto d’Europa, anche prima di paesi come Romania, Bulgaria e gli stati dell’Ex-Jugoslavia.
Sicuramente la pace sociale (E l’integrazione delle minoranze slave) e buoni rapporti coi vicini e soprattutto con la Russia sono essenziali per un progesso continuo ed equilibrato delle loro società.