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I nuovi rapporti tra Cina, Russia e Stati Uniti d'America

L'11 settembre ha cambiato le relazioni internazionali, allontanando, per ora, il pericolo di una nuova Guerra Fredda, portando la Russia decisamente nel campo occidentale e costringendo la Cina una nuova scomoda situazione.

Prima dell’11 settembre una Russia incerta, concentrata sulla guerra in Cecenia ed i suoi problemi interni, aveva lasciato alla Cina il ruolo di maggiore, e futuro, rivale della superpotenza americana.
Nonostante i sempre più profondi legami commerciali la contesa su Taiwan e sul riarmo, anche nucleare, tra Pechino e Washington sembrava spingere il mondo verso una nuova Guerra Fredda.

Il bombardamento dell’ambasciata cinese a Belgrado durante la guerra del Kossovo nel 1999 e l’abbattimento di un aereo-spia americano sul Mar della Cina nella primavera del 2001 sembravano i primi scontri aperti della prossima lotta per la supremazia mondiale.

Adesso questo scenario sembra improbabile, anche se forse è solo rinviato: la potenza americana, ad un anno da un attacco gravissimo al cuore stesso della sua origine, è ancora più impressionante: basi e truppe USA si trovano in Asia Centrale, mentre governi filoccidentali comandano ad Islamabad e Kabul portando l’influenza di Pechino ai minimi storici nell’area.

Tutto ciò, unito alla decisa scelta filoccidentale di Putin ed al marcato avvicinamento tra India ed Usa in nome della lotta al terrorismo, ha tolto alla Cina il supporto di una spalla russa per contrastare lo strapotere USA in Asia e convinto i dirigenti cinesi ad una convergenza strategica con Washington sull’Afghanistan.

La sconfitta dei Talebani, che sostenevano i separatisti uiguri del Sinkiang fa comodo a Pechino, anche se la presenza di militari USA ai suoi confini occidentali, soprattutto se a lungo termine, è un evento molto negativo per lo sviluppo della potenza cinese nell’area.

In attesa della scelta del successore di Jiang Zemin, oltre che di un nuovo cambiamento della politica internazionale che allontani vecchi e nuovi alleati da Washington, la Cina mantiene il basso profilo, media per la Corea premendo su Pyongyang e si conferma intransigente solo su Taiwan, ma la sue ambizioni in Asia Centrale non sono finite…