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In Sudafrica il vertice mondiale sull'ambiente

Si svolge nella capitale economica sudafricana, a 10 anni dal primo summit di Rio de Janeiro in Brasile, il secondo grande incontro tra i capi di stato per parlare della salute della Terra e dello sviluppo sostenibile dell'intero pianeta.

Si apre oggi a Johannesburg, in Sudafrica, il secondo vertice mondiale sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile al quale partecipano ben 104 capi di stato e di governo provenienti da tutto il mondo.

Dopo due giorni di intensi lavori preparatori, proseguiti anche durante la notte, e condotti a porte chiuse, le delegazioni dei principali paesi sembrano aver raggiunto un accordo che impedisca il fallimento dell’importante meeting, come successo l’anno scorso a Durban per la conferenza sul razzismo, e permetta di adottare un compromesso accettabile per tutti.

L’Unione Europea, le Nazioni Unite ed il Sudafrica si sono detti ottimisti e si stanno impegnando a mediare tra le opposte posizioni dei paesi in via di sviluppo e di quelli occidentali, gli USA in testa.
Obiettivo prioritario è la realizzazione degli obiettivi previsti già dall’Agenda 21, il documento programmatico sottoscritto 10 anni fa a Rio de Janeiro, al primo storico vertice mondiale sulla terra.

Oltre ad una miriade di leader politici e protagonisti del mondo della cultura e della società, anche personaggi del calibro di Blair, Chirac e Koizumi saranno presenti, mentre è confermata l’assenza di Bush, Putin e dei capi di India e Cina.
A rappresentare gli Stati Uniti d’America sarà il Segretario di Stato Colin Powell.
Alla fine anche il Presidente del Consiglio Berlusconi parteciperà al vertice ed il suo intervento è previsto per il 2 settembre.

In questi giorni si sono, intanto, susseguite le pacifiche manifestazioni di protesta nelle strade di Johannesburg di ambientalisti, no-global e pacifisti in mezzo ad un impressionante dispositivo di sicurezza.
Lo stesso presidente sudafricano Thabo Mbeki ha inaugurato il concomitante contro-vertice delle Organizzazioni Non Governative e della società civile, dal quale partiranno contro-proposte ed idee per il vertice ufficiale.

La speranza è che il vertice si svolga nell’ambito della collaborazione e dell’apertura senza farsi trascinare dall’oltranzismo e dalle contrapposizioni.
L’inutile vertice della FAO tenuto a Roma qualche mese fa dimostra che questi grandi incontri internazionali devono iniziare a produrre risultati per avere un vero significato.