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11 settembre 2001...il mondo un anno dopo!

Dicevano che il mondo non sarebbe stato più lo stesso dopo l'attacco all'America. In parte hanno avuto ragione, in parte i cambiamenti maggiori devono ancora avvenire.

In quali zone del mondo la guerra al terrorismo ha cambiato le carte in tavola e di rapporti di forza?
Quali Stati sono usciti rinforzati e quali rischiano nella nuova situazione internazionale?

L’Asia centrale sembra aver acquisito maggiore autonomia dal vicino ed ex-padrone russo, mentre la minaccia degli insorti islamici è diminuita.
La caduta dei Talebani, la presenza di basi USA e le azioni contro Al-Qaeda hanno costretto i ribelli uzbeki e tagiki al basso profilo, mentre i despoti post-sovietici accrescono autoritarismo e potere economico, grazie al petrolio ed agli aiuti occidentali.

L’Afghanistan ed il Pakistan sono ancora instabili e non pacificati, ma i nuovi governi sembrano fedeli agli USA, dipendendo anche dall’appoggio americano per la loro sopravvivenza.
In quest’area il potere degli Stati Uniti ha fatto passi da gigante, ma è temporaneo ed a rischio anche con la caduta di un solo regime amico, così come una rovinosa guerra indo-pakistana può avere esiti imprevedibili e.. nucleari.

L’Iran, pur giovandosi della caduta degli ostili Talebani si ritrova con un regime filo-americano al loro posto e le repubbliche post-sovietiche ed il Pakistan sotto l’influenza USA.
Solo il mondo arabo sembra meno ostile a Teheran, anche se Iraq ed Arabia Saudita rimangono sempre dei nemici ed un’eventuale caduta di Saddam Hussein stringerebbe in un assedio USA la repubblica islamica.

Israele ha avuto via libera alla repressione della seconda Intifada, anche in risposta all’offensiva degli attentati suicidi palestinesi, ed ha rinsaldato la sua alleanza con gli USA, dimostrandosi l’alleato più affidabile di Bush visto che Turchia, Egitto ed Arabia Saudita esitano sulla guerra all’Iraq.

Paesi come Sudan e Yemen, per evitare l’attacco americano, hanno iniziato una repressione non molto estesa delle reti di Al-Qaeda, ma rimangono infidi.
In realtà solo una chiara vittoria contro l’Iraq potrebbe costringere o convincere i paesi arabi a combattere il fondamentalismo al loro interno (Come sta facendo il solo Marocco), altrimenti i pericoli per l’Occidente, pur al massimo della sua influenza politica, economica e militare in quest’area, rimangono altissimi, come una bomba ad orologeria.