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Testa a testa con riconferma in Germania

Il cancelliere Schroeder avrà altri quattro anni per realizzare il suo programma, ma Fischer e Stoiber escono molto rafforzati dal voto. Exploit dei Verdi, in ascesa ma non troppo CDU e Liberali in calo ma non troppo la SPD. Repentino crollo per i post-comunisti del PDS.

Anche per i prossimi quattro anni la Germania sarà governata dalla coalizione rosso-verde formata dai socialdemocratici del cancelliere Gerhard Schroeder e dai Verdi del ministro degli Esteri Joschka Fischer.

Questo è il risultato ormai definitivo di un emozionante testa e testa elettorale che ha visto centrosinistra e centrodestra contendersi la vittoria per pochi seggi fino alla sconfitta della coalizione formata da cristiano-democratici e liberali.
Gli elettori hanno premiato il partito dello sfidante Stoiber, la CDU ma non a sufficienza e la SPD è riuscita a
contenere un pur vistoso calo di voti.

E’ stato il grande successo dei Verdi a dare a Schroeder la riconferma e questa nuovo equilibrio di forze non potrà non ripercuotersi nella scelta dei nuovi ministri.
I due partiti principali avrebbero ottenuto il 38,5% delle preferenze, gli ecologisti di Fischer l’8,6% ed i liberali del FDP il 7,3%.

La grande delusione delle elezioni sono stati i post-comunisti del PDS, forti soprattutto nell’ex-Germania dell’Est, che non hanno superato il
limite del 4% e quindi non saranno praticamente rappresentati nel nuovo Parlamento di Berlino.

La riconferma permetterà a Schroeder di governare ancora, ma con una maggioranza meno ampia, anche se solida e collaudata, ed un’opposizione più forte e combattiva.
I primi problemi da affrontare saranno la crisi economica, l’eventuale partecipazione al conflitto in Iraq (che Schroeder ha smentito un’altra volta subito dopo la vittoria, pur affermando che gli Usa potranno utilizzare le loro basi sul territorio tedesco)) e l’allargamento dell’Unione Europea.

A breve termine l’ostacolo principale sembrano, soprattutto, i rapporti con gli Stati Uniti resi molto tesi in campagna elettorale dalle dichiarazioni del Ministro della Giustizia uscente (che ha paragonato i metodi di Bush verso l’Iraq a quelli Hitler) che, molto, probabilmente non sarà confermato.