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Intervista sui Paesi Baschi - parte seconda

Che seguito hanno i terroristi dell'ETA? Chi è responsabile dell'escalation di terrore nei Paesi Baschi? Chi governa nell'Euskadi e com'è la situazione politica basca?

5) Il popolo basco appoggia l’indipendenza dell’Euskadi?
Che percentuale della popolazione sostiene o accetta le azioni dell’Eta?

5) La grande maggioranza della popolazione appoggia l’indipendenza; pensa che la costituzione del ‘78 fu approvata solo dal 31% dei voti espressi nei Paesi Baschi, e il 56% seguì l’appello al boicottaggio lanciato dall’insieme dei partiti nazionalisti; il referendum sullo statuto d’autonomia fu approvato dal 53% dei votanti con il 41% di astensioni.

Non so che percentuale sostiene o accetta l’ETA, so che ha goduto di una certa simpatia di massa, anche se certo non maggioritaria, personalmente mi auguro che abbia inizio una nuova stagione di pace.

6) L’ETA ha instaurato un regime del terrore nei Paesi Baschi con uccisioni, violenze di strada, attentati ed estorsioni?
Il consenso o la non-opposizione di cui gode è forzato o spontaneo?
Che responsabilità ha il governo di Madrid in questo regime del terrore?

6) Credo che il consenso di cui gode sia spontaneo, c’é però un limite di democrazia abbastanza visibile dato che la nazione basca non é libera di decidere il proprio destino nazionale, e ciò ha delle conseguenze assai percepibili: ad esempio la normativa antiterrorista causa la restrizione della libertà di espressione (chiusura del giornale Egin), la detenzione dei prigionieri politici a centinaia di chilometri dai Paesi Baschi, l’illegalizzazione di Batasuna, queste sono solo alcune delle responsabilità di Madrid.

7) Chi governa attualmente i Paesi Baschi?
Quale è la posizione del PNV ed in che rapporti è con l’Eta e col governo di Madrid?

7) È il Partito Nazionalista Basco, uno dei partiti più antichi dello Stato spagnolo (fondato nel 1895) è sostanzialmente un partito democratico-cristiano, con legami molto solidi col movimento operaio basco e con la Chiesa cattolica; e a questo si deve associare una partecipazione molto profonda nelle aree intellettuali legate alla lingua e alla cultura basca.

Il PNV in quest’ultimo periodo ha sofferto di una radicalizzazione, in senso indipendentista, motivata da tre fenomeni legati tra loro: la svolta `centralista’ del Partido Popular di Aznar, la volontà di egemonizzare l’insieme del nazionalismo basco, in alternativa a Batasuna.
Il PNV dopo la decisione del Parlamento di Vitoria, di non sciogliere il gruppo consiliare di Batasuna, ha deciso di andare verso uno scontro frontale con il potere politico Madrileño, è una scelta rischiosa dettata dal proprio elettorato, che pur essendo contrario alla lotta armata lo è di meno verso le spinte indipendentiste di Batasuna.