Questo sito contribuisce alla audience di

L’angoscia quotidiana dei venezuelani

Le speranze di inizio di un dialogo, sorte dopo il tentativo di colpo di stato ad aprile, sono ogni volta piu lontane e le posizioni delle parti sempre piu polarizzate.

Anche se dall’inizio il governo Chávez ha fatto fronte all’opposizione, alla chiesa ed ai mass-media, fra gli altri, la grande crisi è cominciata il 13 novembre 2001, con un pacchetto di 49 leggi approvate solo dall’esecutivo, a traverso i poteri speciali che conferiti dalla Legge Abilitante.
Questa potere era stato conferito all’esecutivo data la situazione d’emergenza economica, sociale e politica; ma le leggi non sono state discusse in parlamento e si sono approvate tutte di un colpo in un giorno.

Il momento più critico è stato l’undici aprile, quando sì è realizzata una manifestazione e uno sciopero generale organizzati da Fedecamaras (la Confindustria venezuelana) ed i sindacati. Quando la manifestazione è arrivata di fronte al Palazzo di Governo, cecchini hanno sparato contro la moltitudine, uccidendo 19 persone e ferendo 350.
L’opposizione dava la colpa, utilizzando come prova i video delle tv private, ai Circoli Bolivariani, mentre il Governo assicura che è stata l’opposizione e la Polizia Metropolitana, che dipende da un sindaco dell’opposizione.
I Circoli Bolivariani sono gruppi comunitari creati da Chávez, ma degenerati in una specie di guerriglia urbana armata che minaccia giornalisti e media, e si presenta nelle manifestazione dell’opposizione.

Dopo la sparatoria sì è dato inizio a confusi fatti che hanno fatto restare fuori dal potere Chávez per 48 ore. Ma questo Colpo di Stato ha combattuto con gli stessi difetti che criticava al governo: illegittimità d’esercizio.
Hanno autoproclamato presidente provvisorio il direttore di Fedecamaras e hanno dissolto il Parlamento e gli altri poteri, includendo i governatori di Stati e i sindaci eletti in votazioni popolari.
Al ritorno alla presidenza, Chávez ha chiamato ad un dialogo nazionale per risolvere i problemi, ma non ci sono stati grandi cambiamenti. Gli oppositori affermano che la Commissione di dialogo non è seria e non riconosce i portavoce del governo.

Per questa ragione è cresciuta la sensazione che non esista una soluzione per un conflitto fra parti sempre più polarizzate. Le aspettative che si sono generate in quanto alla volontà di tutte e due le parti, per il dialogo e la riconciliazione, sono state rapidamente superate per la radicalizazione delle posizioni.
Chávez conserva un appoggio popolare, superiore al 30 per cento, da parte della gente che crede che lui sia diverso ai due gruppi politici che hanno governato nei 40 anni di democrazia in Venezuela ed hanno istituzionalizato la corruzione, lasciando un paese ricco con un 80% della popolazione in povertà ed un 15% in situazione di fame cronica.

Secondo un editoriale del giornale colombiano El Tiempo, ci sono segni nella crisi venezuelana che evocano momenti d’angoscia nella vita dell’America Latina, come il colpo contro Allende in Cile, la caduta di Rojas in Colombia o la stessa guerra mell’El Salvador.