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Di fronte al comune (?) nemico

Mentre l'Europa nicchia, gli ultimi sviluppi in questi 3 paesi in prima linea nella lotta contro avversari islamici fanno notare le differenze di lotta, capacità e progettualità tra Bush, Putin e Sharon.

La lotta globale contro il terrorismo continua anche se ogni paese chiama così la sua battaglia già in corso contro nemici storici: per Israele i palestinesi in rivolta e gli Hezbollah libanesi, per la Russia i ceceni ribelli, per gli USA gli oppositori alla loro presenza (diretta o occulta) nelle terre islamiche.

Nello stato ebraico la caduta del litigioso ed inefficiente governo di unità nazionale catapulta il paese verso le elezioni anticipate.
La riedizione di uno Sharon bis, per quanto probabile, rischia di impedire ogni progreso nella soluzione del conflitto palestinese, anche se il leader del Likud sembrebbe adatto a fronteggiare eventuali emergenze di guerra.

I laburisti sembrano destinati alla sconfitta e quindi ad un ruolo subalterno in un nuovo governo d’alleanza col Likud, a meno che un nuovo candidato non riesca rovesciare il probabile esito del voto dando così lo sperato scossone allo stallo arabo-israeliano.

Israele ha i mezzi per combattere e sconfiggere i suoi nemici, ma non la possibilità di porre termine al conflitto e quindi non può vincere la guerra, solo singole battaglie (come fa ininterrottamente dal 1948..), quindi la sua speranza maggiore è di un cambiamento radicale di regimi e rapporti di forza in Medio Oriente che gli permetta di giungere ad un accordo vantaggioso, anche in prospettiva futura, coi vicini.

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