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Miss Mondo, fanatismo e disordini in Nigeria!

I sanguinosi incidenti scoppiati a Kaduna, nel nord della Nigeria tra mussulmani e cristiani, più che dal concorso di bellezza sono stati causati da una giornalista imprudente e da un odio epocale.

La montante irritazione degli integralisti islamici nigeriani contro il concorso di Miss Mondo nel loro paese, si è trasformata in aperta violenza causando morte e distruzione e facendolo spostare a Londra, dove tra l’altro una raffazzonata alleanza di femministe, islamici britannici e sindaco (sic!) della città britannica si sono opposti allo svolgimento della manifestazione.

Centinaia di fanatici hanno manifestato a Kaduna, nel Nord a maggioranza mussulmana del più popoloso paese africano, ed hanno poi dato alle fiamme chiese, distrutto negozi e automobili, bloccato le strade con barricate.
Le autorità nigeriane hanno represso le proteste ed imposto il coprifuoco, ma si contano oltre 200 vittime e migliaia di feriti e di arrestati.

L’atto scatenante della rivolta è stato un articolo pubblicato su un quotidiano locale, “This day“, che sosteneva che lo stesso profeta Maometto non avrebbe saputo resistere al fascino delle splendide reginette di bellezza.
Gli integralisti hanno dato fuoco alla sede del giornale per vendicare il presunto atto blasfemo e poi si sono scagliati contro la consistente comunità cristiana di Kaduna che, non nuova a questi attacchi, ha reagito anch’essa con la violenza.

Nonostante anni di scontri e massacri, la Nigeria cerca faticosamente di restare uno stato laico e tollerante.
Il nord del paese è a maggioranza islamica ed in molte regioni è stata introdotta la legge coranica o Sharia; il sud è a prevalenza cristiana, sia cattolici che protestanti, oltre a numerosi animisti.

Il sud è la regione più avanzata e ricca di risorse naturali del paese, in primis il petrolio, ed ha sempre controllato la vita politica, mentre dal nord, più arretrato ed isolato, provengono i generali dell’esercito che controllano la nazione nel quale non sono mancati i colpi di stato.
Dopo la durissima dittatura di Abacha il ritorno alla democrazia con Obasanjo, un cristiano sostenuto dai militari, aveva riacceso le speranze dei nigeriani, ma la violenza etnico-confessionale e le gravi disuguaglianze economiche mettono a repentaglio la stessa sopravvivenza del paese come nazionae federale ed unitaria.

Soprattutto la pretesa di alcune province del Nord di applicare la Sharia al posto delle leggi federali sfida apertamente il controllo dello Stato Centrale.
Ne è un esempio la sentenza di condanna a morte (una Fatwa,editto di un tribunale religioso) emesso nella regione di Zamfara contro la giornalista “colpevole” di aver parlato in tono irriverente associando Maometto al concorso di Miss Mondo.

Le autorità laiche sono subito intervenute per dichiarare la non applicabilità del provvedimento che autotizzerebbe ogni mussulmano ad uccidere la giornalista, sul modello della famigerata sentenza dell’ayatollah Khomeini, contro lo scrittore anglo-indiano Salman Rushdie.
Isioma Daniel, l’autrice dell’articolo incriminato, è comunque prudentemente riparata all’estero, forse negli USA, dopo aver trascorso alcuni giorni in prigione, per sottrarla anche alla furia dei manifestanti.