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Una donna in Sudamerica...

Maria Teresa Lopez Bertani, mia amica e corrispondente dal tormentato Venezuela, ci racconta la difficile condizione della donna nell'America Latina.

Adriana si é sposata ai 18 anni, appena uscita dal liceo e senza speranze di fare l’università perché la sua famiglia non aveva i soldi.
Adesso ha 24 anni, un divorzio e due bambini da mantenere con 160 dollari mensili che riceve dal suo lavoro da segretaria.

Adriana é un esempio, di donna latinoamericana, purtroppo rappresentativo. In America meridionale (secondo la segreteria di Divisione di Popolazione delle Nazione Unite) il 30% delle donne si sposa o inizia a convivere ai 18 anni di età.
In una società machista come la sudamericana, la donna sembra essere un cittadino di secondo livello.

Machismo latinoamericano inteso come un uomo che diventa piú uomo se ha piú donne ha e piú figli, ma che di responsabilità e compromessi non ne vuol sapere.
Cosi molte donne si trovano con figli di un uomo che le ha abbandonate e a che non vuole mantenere, anche se la legge prevede una quota mensile di soldi per il mantenimento.

Il tasso di fecondità é relazionato con diverse variabili: ingresso per capita, possibilità di lavoro, livello di sviluppo economico e le abitudini sociali, ma specialmente (secondo la UNESCO) con gli anni di educazione della donna.
Allora tutto diventa un circolo vizioso, una donna senza educazione e dipendente economicamente dal uomo é statisticamente piú propensa ad avere figli, e le donne che hanno figli hanno piú difficoltà per studiare e diventano piú dipendenti economicamente dall’uomo.

La mascolinitá intesa in questo modo legittima la violenza e il controllo fa si che in latinoamerica la violenza di questo genere sia molto frequente. Molte donne che non possono andare via, perché non hanno un lavoro e devono dar da mangiare ai figli, sopportano minacce, colpi, stupri e in alcune casi le discussioni diventano omicidi.

La PTJ, (polizia scientifica venezuelana) sostiene che in un anno hanno ricevuto 7.836 denuncie per diversi reati relazionati con alcuna forma di violenza sessuale e stimano che questo rappresenti solo il 10% della realtà, dato che la maggioranza delle donne non hanno il coraggio di fare la denuncia.
La Polizia calcola che dal totale di donne uccise l’11% sono morte per colpi propinati dall’interno della coppia, e secondo l’Ufficio della Donna 12 donne muoiono al mese vittime della violenza doméstica.

Questi problemi si trasformano in un fattore che rende peggiore la qualità della salute della donna, a parere di Hillary Anderson, del programma Donna, Salute e Sviluppo della Organizzazione Panamericana della Salute, “la disuguaglianza significa che le donne hanno minore accesso a le risorse, beni e sevizi che sono esenziali per ottenere un livello di salute ottimo. Queste risorse includono nutrizione, alfabetizazione, educazione, cure mediche, lavoro e sicurezza sociale”.

A questi problemi si aggiungono i problemi strutturali di America Latina, come la crisi economica nel caso d’Argentina e Brasile, gli spostamenti di popolazione prodotto della guerrilla in Colombia e la crisi sociale e politica nel Venezuela che fanno le donne ancora piú povere.
I suoi problemi, che hanno giá prodotto della idiosincrasia, diventano piú gravi e profondi.