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Senegal, "enclave" d'efficienza africana

L'opinione pubblica e' solita associare al continente africano immagini di inefficienza, corruzione e sottosviluppo. Ma ci sono alcune eccezioni... ce ne parla il mio amico e collega Marco Celi di Livorno, esperto in cooperazione internazionale.

I positivi effetti della politica di decentralizzazione politico-amministrativa, varata dal presidente Wade, stanno ponendo il Senegal sotto i riflettori dell’opinione pubblica mondiale.
Il tentativo di ottimizzare lo sviluppo di una stabilità politica, giuridica ed economica ha catturato l’interesse di nazioni come Stati Uniti, Inghilterra, Giappone, Germania e Italia verso la nuova realtà senegalese; l’aumento degli investimenti esteri e dei finanziamenti derivanti dalla cooperazione internazionale è stato possibile solo grazie alla nuova immagine di funzionalità che il Senegal si sta costruendo.

La decentralizzazione amministrativa senegalese ha origini nella struttura esistente durante il periodo coloniale ma è stata migliorata con la politica mirata alla responsabilizzazione delle comunità locali.
Questa nuova linea politica si è concretizzata con la nascita del CNDCL (Consiglio Nazionale per lo Sviluppo delle Collettività Locali), grazie al cui operato è stato possibile organizzare un sistema efficiente basato sulla gestione piramidale, con il quale tutti sono responsabili del buon governo e del processo di sviluppo economico del paese.

La presenza di diverse etnie in uno stesso stato (Wolof, Fulbe, Serer, Diola, Malinke) non ha creato, come nelle altre nazioni dell’area, un grosso ostacolo ed una problematica insuperabile, anzi, si è riusciti ha sfruttarla in modo positivo.
La posizione geopoliticamente strategica ricoperta dal Senegal nello scenario africano e il fatto che, nonostante l’ormai radicata guerra nella Casamance, i timori d’instabilità politica non siano preoccupanti come in altri stati della regione, ha fatto si’ che il sistema economico mondiale identificasse in questo paese l’esempio da far seguire, lo stato su cui investire per creare una nuova immagine del continente africano.