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Sars, la grande paura!

Si avvicina lentamente la stagione fredda ed il mondo ha una paura, in piu' rispetto agli anni passati: tornera' la SARS? Dopo la violenta epidemia della scorsa primavera le nazioni sono piu' preparate a fronteggiare l'emergenza, ma le incognite sono ancora tante...

L’OMS ha ormai da mesi messo fine alla grave emergenza scoppiata in tutto il mondo (ma soprattutto in Canada ed Asia orientale) in seguito alla comparsa di una nuova e letale malattia: la SARS.
La scorsa primavera le sconvolgenti notizie provenienti dall’Estremo Oriente avevano addirittura oscurato il dopoguerra in Iraq oltre ad annullare quasi del tutto i viaggi tra Occidente e Cina.

Il maggior numero di contagiati e vittime si sono avuti nella Cina continentale (dove il virus ha avuto il suo focolaio d’origine), ad Hong Kong (da dove è partita la denuncia e la reazione internazionale), a Taiwan (ultimo paese tolto dalla temutissima lista nera dell’Organizzazione Mondiale della Sanità) e nella sfortunata città canadese di Toronto, unica città
occidentale colpita pesantemente dall’epidemia.

L’estate è trascorsa tranquillamente, tranne alcuni casi isolati e circoscritti subito, ma per l’autunno si teme una recrudescenza di contagi man mano che l’influenza comincerà a colpire milioni di persone come ogni anno.
Non si sa ancora a sufficienza su questo morbo e non c’è antidoto, anche se scienziati e medici in tutto il mondo stanno facendo il massimo sforzo per evitare una riesplosione della malattia, evento che avrebbe conseguenze devastanti per le relazioni e l’economia internazionali portando interi paesi all’isolamento.

La diffusione globale della Sars è stata causata la scorsa primavera dalla negligenza e dalla mania del segreto delle autorità cinesi.
Pechino ha clamorosamente sottovalutato la minaccia e non ha avvertito nè i paesi vicini e neppure i suoi stessi cittadini.

Solo la scoperta dei primi casi nella libera Hong Kong ha portato alla luce l’estrema pericolosità della SARS ed ha allarmato il resto del mondo.
Il panico susseguente ed il repentino crollo della fiducia, alimentati dal sensazionalismo dei mass-media, hanno affossato il turismo in Asia orientale ed alcuni settori dell’economia (come la ristorazione cinese in tutto l’Occidente), ma finita l’emergenza è tornata rapidamente la normalità.

L’opinione pubblica si spaventa facilmente, ma ha la memoria corta… il caso delle migliaia di ristoranti cinesi ingiustamente, ma non inspiegabilmente, vuoti durante le settimane della SARS rampante fanno riflettere su come un’emergenza regionale possa avere rapidamente conseguenze e ricadute globali ancor prima di diventare una vera emergenza globale.

Solo un’attenta e trasparente vigilanza e prevenzione possono salvare gli Stati di tutto il mondo da questi problemi diretti ed indiretti, esempio lampante della società globale nella quale viviamo.