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Catturato Saddam Hussein!

Il conflitto iracheno è ad una svolta? Sicuramente sì, ma probabilmente si tratterà d'un passaggio dalla lotta di retroguardia del vecchio regime alla guerra terroristica degli oppositori armati della coalizione. Nel frattempo, però, il peggior dittatore degli ultimi 30 anni non potrà più nuocere...

Nella serata del 13 dicembre le forze speciali Usa ed i miliziani curdi di Jalal Talabani hanno
effettuato un’operazione nei dintorni della roccaforte sunnita di Tikrit che ha portato al clamoroso e tanto sospirato arresto di Saddam Hussein.

L’ex-dittatore iracheno si nascondeva, con complici armi e molto denaro, in una casa di campagna a 15 km dal suo luogo di nascita e molto probabilmente dalla caduta del suo regime non aveva mai
abbandonato la sua provincia natale, tranne che per brevi spostamenti in altre zone sunnite.
Gli americani hanno individuato il nascondiglio del ricercato numero 1 in Medio Oriente grazie ad informazioni capillarmente raccolte sul terreno da un’intelligence finalmente all’altezza e con la collaborazione indispensabile delle nuove forze di sicurezza irachene e, soprattutto, dei fidati guerriglieri curdi, nemici accaniti del loro passato persecutore.

Saddam Hussein, con un folta barba ed un aspetto sofferto, è in buone condizioni ed è detenuto in una base americana segreta nell’Iraq centro-settentrionale (forse nel fedelissimo Kurdistan
oppure a Baghdad); anche se probabilmente sarà portato al più presto fuori dall’Iraq in una base americana in Europa, forse in Germania, oppure negli stessi Stati Uniti.

Sembra che voglia collaborare coi suoi catturatori e si spera che il suo arresto e le sue possibili rivelazioni aiutino a smantellare le forze ribelli ed ad arrestare gli esponenti
latitanti del partito Baath.

Quasi sicuramente Saddam sarà processato pubblicamente a Baghdad per i crimini commessi contro il popolo iracheno e la sua cattura rafforza enormemente la posizione del governo provvisorio creato dagli Usa e soprattutto libera psicologicamente gli iracheni dalla minaccia paventata di un suo ritorno vendicativo al potere.

E adesso che succederà in Iraq?