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L'Iraq dopo la fine dell'era Saddam...

Come continuerà il conflitto iracheno?

Sicuramente la resistenza armata perderà parte del suo seguito e alcuni rivoltosi deporranno le armi, ma i generali ancora latitanti non per questo smetteranno i loro attacchi contro le forze Usa.

I curdi e gli sciiti saranno galvanizzati dall’evento che segna la fine del vecchio Iraq
oppressivo e sicuramente rende difficilmente prorogabile il passaggio di poteri entro pochi mesi ad un effettivo governo iracheno (al giorno d’oggi è il capace governatore Paul Bremer a comandare l’Iraq, in futuro sarà solo il Consiglio).

L’arresto di Saddam avrà poco effetto su terroristi, miliziani venuti dai vicini paesi arabi,
rivoltosi non-baathisti; questi continueranno i loro attacchi, ma dovranno scontrarsi col sempre crescente distacco con la popolazione (per quanto possa rilevare, in quanto il moderno
terrorismo
ha bisogno di pochi simpatizzanti per colpire, anche in mezzo ad una popolazione ostile).

Quindi aspettiamo una recrudescenza di attacchi e vittime, ma anche di operazioni militari e di polizia che sgomineranno guerriglieri e cellule terroristiche.
La grande novità del giorno è che tutti gli iracheni sanno bene che, una volta catturato Saddam,
la presenza straniera nel loro paese è a termine e quando avranno pacificato il paese le truppe della coalizione si ritireranno pur se gli Usa conserveranno alcune basi militari nel nuovo Iraq.

Quindi è adesso nell’interesse di tutti gli iracheni fermare terrorismo ed attacchi che, paradossalmente, rallentano il ritiro degli occupanti occidentali.
Da questa consapevolezza può venire una rapida conclusione della crisi irachena ed il susseguente
successo del presidente Bush, con gran sgomento dei suoi numerosi oppositori, nel mondo islamico e non solo… la pacificazione dell’Iraq ed un suo progresso economico e
democratico
sarebbe un gran risultato per gli Usa ed un ridimensionamento dell’influenza nel Medio Oriente dei paesi che si sono opposti alla guerra in Iraq.

Ma la strada per la fine del conflitto iracheno è ancora lunga