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Afghanistan: il fallimento della strategia occidentale

Il bene delle popolazione o l'interesse economico?

Hamid Karzai, chi è costui?
Si potrebbe parafrasare il Manzoni che, nei Promessi Sposi, fa ripetere la stessa frase al curato Don Abbondio, relativamente a Carneade.
Qui purtroppo non parliamo di romanzi ne facciamo riferimento al passato. Stiamo parlando, o meglio cercherò di farlo, di un paese dell’Estremo Oriente, l’Afghanistan, da sempre in lotta e terra di conquista. Eppure il paese non è affatto una terra senza una propria identità, culturale o nazionale, ed allora perché si trova ancora in queste condizioni?

Sin dal 7 ottobre 2001, quando gli anglo-americani bombardarono Kabul ed invasero l’Afghanistan, per rovesciare il governo talebano ed in seguito proseguire l’intervento militare contro l’Iraq, in base all’accusa secondo la quale Saddam Hussein era legato ad Al-Qaeda e stava sviluppando armi di distruzioni di massa, Hamid Karzai è stato da subito considerato il campione della parte evoluta ed occidentale del pianeta e sbandierato come l’unica via d’uscita alla situazione drammatica nella quale si dibatteva la popolazione e dall’economia quasi inesistente del proprio paese, nonché l’unico che potesse riunire le varie etnie tribali.

Purtroppo ciò non è successo. Ad ogni appuntamento elettorale, Karzai, pur dibattendosi tra mille difficoltà, è riuscito a mantenere la leadership del paese, brogli o non brogli. Ogni volta, sembrano affacciarsi all’orizzonte nuovi avversari, degni di credito, che possano in qualche modo riportare il paese alla calma ed alla prosperità. Nell’ultimo appuntamento elettorale, gli avversari più accreditati erano Abdullah Abdullah, già braccio destro del capo dell’Alleanza del Nord, Ahmed Shah Massoud, e poi ministro degli esteri in esilio quando i Taliban erano al potere e Asharf Ghani, ex ministro delle finanze, che si proponeva, come primo atto della sua eventuale presidenza, una tregua di tre anni come primo atto per porre fine alla guerra. Ma poi tutti sappiamo com’è andata il 20 agosto 2009.

Altro vero problema è considerare la legittimità di questo governo, dato che il reale controllo di Kabul si estende nell’area immediatamente circostante la capitale e niente più.

Ogni nuova offensiva militare anglo-americana, ha l’obiettivo di pacificare questa o quella regione solo in occasione di nuove consultazioni ed eventi o di appuntamenti economici. E proprio per questo l’iniziativa dei Paesi Alleati è fallita perché hanno tentato di imporre al Paese un progetto incentrato sulla forza militare, con naturalmente le proprie logiche, i propri sistemi e la propria economia, incapace però di veri benefici per la popolazione civile. Quella che poi, avrebbe dovuto essere un’operazione militare circoscritta e condotta con S.O.F. (Special Operation Forces), intelligence e forze di sicurezza nazionali per sconfiggere Al-Qaeda, vera ed unica responsabile degli attacchi terroristici del 11 settembre 2001, si è alla fine trasformata in una lunga guerra di 9 anni, portando la devastazione in un Paese già allo stremo. Tuttora però Osama Bin Laden e compagni sono ancora liberi ed in attività.

Invece di smantellare il sistema della corruzione e lo strapotere dei vari signori della guerra, l’intervento occidentale ci si è appoggiato, facendolo proprio ed oltretutto appoggiando un governo che vive di queste cose per affermare la propria leadership. Infatti Karzai prospera con gli accordi stretti con i vari Signori della guerra per assicurarsi l’appoggio ora di questo o quel ex mujahidin e con la corruzione. Senza considerare le estese e prospere piantagioni di oppio del proprio fratello.

Nemmeno Obama è riuscito a cambiare la strategia, da preminentemente militare ad economica e democratica. Anzi, ricorda sempre più la condotta militare di Bush Junior. Perde di forza anche la tesi della lotta al terrorismo ed in primis ad Al-Qaeda, con cui l’amministrazione Obama sta continuando le operazioni militari in Afghanistan ed addirittura in Pakistan, anche mediante l’utilizzo di U.A.V. (Unmanned Aerial Vehicle – Veicolo Aereo senza Pilota). Purtroppo tale condotta delle operazioni militare altro non ha fatto che rendere coesa quella massa eterogenea di forze estranee al governo, Al-Qaeda dei Taliban con le fiere tribù Pashtun che vivono a cavallo della frontiera tra i due paesi.

Anche l’opinione pubblica inglese ha smesso di appoggiare la linea politica del Governo e chiede a gran voce un cambio di strategia in Afghanistan, dato che con l’intensificarsi delle operazioni belliche, aumentano i caduti in azione.

Quali allora le soluzioni per questo martoriato Paese?
Avviare consultazioni con i Taliban e con il loro leader, il Mullah Omar, come proposto sia da Karzai che dal Foreign Office inglese? Secondo i più, fallirebbero come sono falliti i tentativi del passato, non volendo proprio i secondi avviare i negoziati. Infatti il loro unico scopo, dichiarato tra l’altro, è la cacciata di tutte le forze straniere dal loro Paese e proclamarsi vincitori. Cosa dire? Che come successo, prima ed altrove, l’esercito irregolare musulmano, mixer letale di islamismo e xenofobia, creato dall’Occidente per contrastare l’invasione russa, gli si è rivoltato contro.

Quindi, allo stato attuale, sconfiggere i Taliban ed istituire uno stato democratico rimangono pura utopia per gli alleati occidentali. Come già detto, le perdite umane aumentano sempre più, Karzai è prigioniero dentro Kabul, l’economia è paralizzata, grazie soprattutto ad una burocrazia corrotta ed incompetente.

Vero è, che a tutt’oggi, una soluzione è lontanissima, mentre l’impegno delle forze I.S.A.F. è sempre più indirizzato al controllo delle regioni piene di risorse e degli oleodotti e gasdotti che le attraversano che non ad eliminare il pericoloso Osama Bin Laden.

Ma ritorneremo su questo argomento.