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Afghanistan: il numero dei morti in seno all'I.S.A.F. continua a crescere 2/2

Le scelte di McChrystal non pagano

Ritornando all’offensiva estiva che si terrà a Kandahar e parlando delle scelte del generale Stanley McChrystal, che ha ordinato di abbandonare molti avamposti dell’ottantina ca. che gli statunitensi presidiano lungo il confine col Pakistan, essi verranno evacuati in base alla strategia del comandante alleato che prevede di concentrare le truppe nei centri a maggiore densità di popolazione.

Secondo l’I.S.A.F., abbandonare queste postazioni avanzate non impedirà alle forze della coalizione di rispondere con rapidità ad atti di guerriglia nelle ex zone di competenza ma è innegabile, soprattutto dal punto di vista delle truppe, che in quelle zone hanno combattuto per mantenere la postazione ed hanno visto cadere commilitoni e migliaia di altri rimanere feriti, combattendo sino ad oggi, in condizioni durissime, il più delle volte contro un nemico invisibile, avà un impatto mediatico e simbolico altamente negativo.

Soprattutto senza forze sul terreno, sarà impossibile controllare quei territori. I capi Taliban, già, interpretano il ritiro come una grande vittoria ed una fuga degli invasori sotto i loro costanti attacchi. Quelle montagne e quei boschi, vengono, inoltre, visti come ottime zone per nascondersi e per addestrare nuovi guerriglieri. Le scelte di McChrystal saranno messe alla prova, come detto con l’offensiva estiva. Dopo aver sottratto la zona di Marjah, centro della produzione di oppio, ai Taliban, ora le truppe anglo-statunitensi mirano al controllo della regione di Helmand, per prepararsi ad attaccare Kandahar in estate. Concentrando le truppe e con l’arrivo di altri 40.000 uomini tra truppe U.S.A. ed europee, il comandante in capo, spera di riuscire a dare un enorme scossone alla situazione di stallo, prima dell’avvento del 2011 con le conseguenti restrizioni dei bilanci destinati ai contingenti.

Anche voci anonime, provenienti dal ministero della Difesa afghano, affermano che ogni zona abbandonata ai Taliban, sarà per loro un vantaggio. Addirittura, alcuni degli alti ufficiali afghani, che combatterono a fianco dei russi, affermano che lo stesso errore fu commesso dall’Armata Rossa, ai tempi della loro occupazione. Infatti, a metà degli anni 80, preferirono abbandonare le campagne per concentrarsi nelle città, in modo da ridurre le perdite. Al contrario, i sovietici non fecero altro che regalare ai mujhaidin le aree rurali, consentendo loro di prendere il controllo di tutte le vie di comunicazioni terrestri ed assediare, addirittura, le città.

Appare quanto meno discutibile, quindi, la scelta di McChrystal, dato che, in questi mesi, l’esercito pakistano, sul versante opposto del confine, sta respingendo i taliban sconfinati nel loro territorio verso la frontiera. L’unica valutazione possibile, riguardo la decisione adottata, è quella che si vogliano abbandonare gli avamposti più esposti per ridurre le perdite, che solo nelle zone di frontiera hanno raggiunto i quasi 200 morti tra statunitensi e britannici.

James Appathurai, portavoce dell’Alleanza Atlantica, ha affermato che l’attuale situazione di stallo non è sostenibile e che occorrono risultati il più presto possibile. Infatti tra pochi giorni, a partire da giugno, tutte le province dell’est e del sud saranno interessate da manovre offensive su vasta scala. Anche la provincia occidentale di Farah sarà colpita dall’offensiva, dove gli americani combattono al fianco degli italiani e dove stanno confluendo i rinforzi di truppe da combattimento ed elicotteri inviati da Roma.

Le forze occidentali schierate in Afghanistan