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Afghanistan: italiani attaccati

Due militari uccisi, altri due in gravissime condizioni. Tra loro, una donna

Oggi, 17 maggio 2010, alle ore 8.34, ora italiana, giunge la notizia che in Afghanistan, nel nordest del paese, in seguito ad un attacco dei taliban, portato con I.E.D. ( improvised explosive device - ordigno esplosivo rudimentale ), hanno perso la vita due militari italiani ed altri due nostri soldati sono rimasti gravemente feriti. Sembra che uno dei due feriti sia una donna. Uno dei due feriti, Gianfranco Scirè, di anni 28, è di Casteldaccia, un piccolo paese vicino Palermo. A confermarlo è il Sindaco, Giovanni di Giacinto, che afferma che i genitori sono già stati avvisati.

Secondo fonti locali, un convoglio di blindati del nostro esercito, probabilmente dei Lince, creati dalla nostra Iveco proprio contro tali eventi, erano diretti verso la localita’ di Bala Murghab, quando è esploso l’ordigno artigianale, l’arma più diffusa per gli attacchi portati contro il contingente I.S.A.F.. A quanto risulta, il maggiore Mario Renna, portavoce del Comandante del Regional Command West di I.S.A.F. ad Herat, fa sapere che l’attentato è avvenuto alle 9.15 locali. I 4 erano a bordo del VTLM Lince del nucleo di testa di un convoglio, formato da decine di mezzi di diverse nazionalità, partito proprio da Herat, verso il nord del paese. L’automezzo colpito era il quarto della fila e si trovava a ca 25 miglia da Bala Murghab. I feriti sono stati subito evacuati a mezzo elicotteri I.S.A.F. alla volta della struttura ospedaliera di Herat.

I due militari italiani rimasti feriti (tra cui una donna) non sarebbero in pericolo di vita. I due, riferisce l’ADNKRONOS, hanno riportato ferite agli arti inferiori in conseguenza dell’esplosione che ha investito il blindato Lince sul quale si trovavano.

Come giustamente riferito da Massimo Fogari, capo ufficio pubblica informazione dello Stato Maggiore della Difesa, l’attacco non era rivolto esclusivamente contro i nostri soldati, anche perchè il convoglio era eterogeneo. Inoltre un ordigno esplosivo, come quello utilizzato nell’attento, viene posizionato a priori in zona, in attesa del passaggio degli eventuali mezzi che si vorrebbero attaccare e poi, a volte fatto detonare a distanza o per passaggio nei pressi della spoletta.

Alla notizia dell’attentato, il nostro Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sempre presente in occasioni del genere, si è subito messo in contatto con il sottosegretario Gianni Letta, a Palazzo Chigi. Il Presidente Berlusconi, ha subito espresso il più vivo rammarico per l’accaduto alle famiglie dei nostri militari colpiti dall’attentato, sottolineando l’importanza del lavoro svolto dalle nostre Forze Armate per la stabilizzazione e pacificazione di un’area, quale l’Afghanistan, di enorme importanza strategica.

Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha così commentato ”Lo scacchiere internazionale continua a provocare lutti e tragedie. Rivolgo alle forze armate e alle famiglie dei due militari morti in Afghanistan il senso della piu’ cordiale e sincera partecipazione“.

Al di là della perdita di vite umane che fanno spaccare il cuore, bisogna verificare se i sacrifici servono. Ma c’é una comunità internazionale, prendiamo le decisioni insieme a loro” - questa è stata l’esternazione del ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli - “Spesso abbiamo espresso perplessità sull’esportazione della democrazia, ma ogni decisione va presa insieme al resto, non può essere unilaterale. Vedremo a livello internazionale“.attentato esplosivo e medevac

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