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Afghanistan: il generale McChrystal lascia

Dopo l'intervista rilasciata al Rolling Stones, il comandante in capo si dimette senza aspettare l'incontro chiarificatore con il presidente Obama

Il generale Stanley McChrystal ha preferito dimettersi. Dopo l’intervista rilasciata al Rolling Stones, nella quale suoi collaboratori avevano criticato alcuni rappresentanti più in vista dello staff dell’amministrazione Obama, il generale è stato richiamato a Washington per conferire sul increscioso episodio.

Il presidente statunitense, con rabbia, pur ammettendo che McChrystal ha dimostrato “chiaramente scarso giudizio” con le sue dichiarazioni, ha, però, precisato di voler comunque parlare con lui, prima di prendere ogni eventuale decisione. E nessuna opzione, circa il suo futuro, è esclusa.

Il comandante in capo ISAF, però, era già stato richiamato alla Casa Bianca, dopo la pubblicazione del articolo bomba. Nonostante le scuse pubbliche. Anche all’ambasciata USA, a Kabul, sanno dell’articolo ma hanno rilasciato un secco no comment.

McChrystal non è nuovo ad eventi del genere. É già la seconda volta che viene richiamato per chiarire la sua posizione. La prima volta, in ottobre, incontrò il presidente U.S.A. , sul AIR FORCE ONE, a Copenaghen, durante una pausa per la riunione sulle Olimpiadi. Allora, lo scomodo oggetto del veloce incontro, fu un discorso, tenuto dallo stesso, al Istituto di Studi Strategici di Londra, nel quale il generale aveva difeso la strategia degli ingenti rinforzi in Afghanistan, allontanandosi dalla politica della riduzione degli obiettivi, decisa dalla Casa Bianca, in una riunione alla quale aveva partecipato anche il generale in video conferenza. All’epoca, il portavoce Robert Gibbs, aveva commentato che “Il presidente voleva avere l’opportunità di sentirlo di persona” durante i 25 minuti del colloquio privato.

McChrystal, dopo la pubblicazione dell’articolo, si è preso, istantaneamente, una bella lavata di testa telefonica dai suoi superiori del Pentagono. Robert Gates, ministro della Difesa, ha, pubblicamente, rimproverato McChrystalÈ imperativo che quanti prendono parte al dibattito sulle strategie in Afghanistan lo facciano in totale franchezza ma anche in totale riservatezza“.ed aveva giudicato l’intervista del generale “un grave errore“, manifestando “preoccupazione” per il suo contenuto e sottolineando che non si possono fare progressi nella guerra in Afghanistan “se non vi è unità di intenti“. Al Congresso, già in molti, volevano la sua testa.

In suo favore ha, però, parlato Hamid Karzai, presidente afghano, affermando senza mezzi termini che “McChrystal è il miglior comandante che gli Stati Uniti abbiano mandato nei nove anni di presenza” della Coalizione internazionale in Afghanistan. Ed ha continuato aggiungendo “McChrystal è una persona di grande integrità e che possiede una profonda comprensione del popolo e della cultura afgani“, augurandosi che il generale non venga sostituito nell’incarico. Il portavoce, Waheed Omar, ha aggiunto che “il presidente appoggia in modo convinto McChrystal e la sua strategia in Afghanistan, ritenendo che sia la migliore individuata finora per questo conflitto“.

Nel incontro che si terrà alla Casa Bianca, il generale non avrà vita facile. Troverà ad accoglierlo, infatti, tutti i bersagli colpiti dall’intervista rilasciata dal proprio staff.

Il generale si era immediatamente scusato: “E’ stato un errore che riflette scarsa capacità di giudizio. Ho enorme rispetto e ammirazione per il presidente Obama e per il suo team di sicurezza nazionale“. McChrystal aveva telefonato ai bersagli della sua ironia per scusarsi.

Nell’intervista, infatti, il generale dice, per mezzo del suo, silurato, portavoce, di essere deluso nei confronti di Barak Obama poco preparato e poco impegnato“, paragona ad “un clown” il consigliere per la sicurezza nazionale James Jones, equivoca sul vice-presidente Biden con giochi di parole osceni sul suo cognome, marchia di “tradimento” l’ambasciatore Usa, a Kabul, Karl Eikenberry per un memo segreto passato ai media, ha commenti di disprezzo nei confronti di altri membri dell’amministrazione Obama, compreso l’inviato speciale per l’Afghanistan e il Pakistan, Richard Holbrooke (”un animale ferito”).

Nella situazione generale, non c’era momento peggiore per scatenare questo putiferio. Per quanto riguarda Washington, Obama è già alle prese con la difficile quanto non immediatamente risolvibile marea nera, un disastro ambientale che ha fatto scendere il consenso di Barak, visto inizialmente come un uomo risoluto. Per quanto riguarda, invece, l’Afghanistan, è alla prime mosse l’offensiva estiva, che dovrebbe permettere di riprendere Kandahar e l’intera sua regione. Questa situazione obbliga il presidente statunitense ad operare in maniera dura contro il comandante ISAF. Anche a costo di modificare la strategia in corso, in una guerra che diventa, giorno dopo giorno, sempre più difficile e che è diventata anche la più lunga della democrazia statunitense.

Non si può proprio dire che McChrystal sia stato fortunato nel suo impegnativo, quanto breve, al momento, incarico. Un anno fa, quando ottenne il comando, subentrò al posto del silurato generale David McKiernan, responsabile di non applicare, sul campo, una strategia convincente e dispensatrice di vittorie. Comunque, appena in carica, lo stesso McChrystal si rese responsabile di una bella campagna mediatica nel chiedere ingenti quantitativi di rinforzi, proprio mentre Obama, invece, pensava al da farsi. Errore cancellato, come detto prima, da una chiacchierata, a Copenaghen, sul AIR FORCE ONE. Allora, si era affermato, il suo peccato era stato dire in pubblico ciò che avrebbe dovuto esternare in privato e negli ambienti adatti. Ora lo stesso errore, con questa intervista al Rolling Stones.Comandante in capo forze ISAF

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