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Continua, in Afghanistan, la mattanza di soldati ISAF e civili locali

Senza tregua la guerriglia taliban. Strage ad un matrimonio, abbattuto un elicottero, giustiziato un bambino

Purtroppo, in Afghanistan la situazione è sempre la stessa. Agguati, scontri, esecuzioni continuano senza sosta e ai danni delle forze occidentali della coalizione ISAF, presenti nel paese orientale per permettere il ritorno alla democrazia ed alla civiltà, ed ai danni della popolazione civile che agli appartenenti ai corpi di polizia locale. É in atto una guerriglia continua, che i taliban eredi, in brutta copia, dei mujahidin, hanno imparato nei lunghi anni della stessa tragica guerriglia contro le forze di occupazione sovietiche, numericamente e tecnologicamente soverchianti, come accade oggi. Il primo tragico accadimento, è successo ieri. Nel distretto di Sangin, roccaforte dei talebani, nella provincia meridionale dell’Helmand, un elicottero ISAF è stato abbattuto da un razzo antiaereo lanciato dai taliban. Morti purtroppo i quattro membri d’equipaggio. A confermare la notizia è stato Daud Ahmadi, portavoce del governatore della provincia. Qari Yousuf Ahmadi, parlando, invece, a nome dei ribelli e rivendicandone la paternità, ha dichiarato che “nell’incidente sono morti 20 soldati stranieri“.

Altre vittime. Questa volta, 3 agenti di polizia afghani, morti, quando la loro autopattuglia è saltata in aria su un I.E.D. nella provincia di Ghazni. Morto, purtroppo, un altro soldato occidentale, in un’altra esplosione, di cui ancora non sono state rese note le generalità.

Addirittura, preso di mira un matrimonio. Unica colpevolezza, lo sposo, rimasto ferito, è un agente di polizia. La strage perché coinvolti nell’esplosione almeno 40 invitati, periti in seguito alle ferite riportate, ed almeno 77 i feriti. Anche qui, con la tecnica del kamikaze, un attentatore si è fatto esplodere, durante la cerimonia, in mezzo alle centinaia di invitati. La festa si stava svolgendo a Nangahaan, nel distretto di Arghanbad. L’attentatore suicida, si è appreso, si è diretto verso la zona dove erano riuniti gli uomini, forse supponendo che si trattasse di colleghi dello sposo. La tv locale, continua a lanciare appelli per la donazione di sangue. Anche il capo di Stato Maggiore delle Forze Armate U.S.A., l’ammiraglio Mike Mullen, durante una cena dell’Asian Society, a Washington, ha voluto ribadire che, a seguito di atti di simile barbarie, cresce “la determinazione degli Usa nel combattere i talebani e trasformare l’Afghanistan in un paese vivibile“. Giungono però voci di smentita circa la paternità dell’attentato da parte dei taliban.

Ma quello che non può essere taciuta è l’esecuzione di un bimbo di 7 anni, ad opera di miliziani taliban, accusato di essere una spia governativa e delle forze occidentali. A renderlo noto, è stata la tv iraniana in lingua inglese Press TV. Funzionari del governo afghano, hanno affermato che il bambino è stato catturato nel distretto di Sangin, nella provincia del Helmand. Amadi, portavoce del governatore locale, definendo orrendo il delitto, non ha, però, precisato riguardo alle modalità dell’esecuzione. Confermando le dichiarazioni dei parenti del bambino, lo stesso portavoce ha dichiarato che lo stesso è stato ucciso nel villaggio di Heratiyan. Fino ad ora i talebani non hanno commentato la vicenda. C’è da ricordare che Al-Qaeda non è nuova a bassezze del genere. Già in Sudan, tra il 1992 e il 1996, un bambino di 13 anni, che era ricattato dai servizi segreti sudanesi per un video in atteggiamenti ambigui con altri ragazzi, fu ucciso da Ayman al-Zawahiri, braccio destro del leader di Al-Qaeda.