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Corea del Nord, il nostro arsenale nucleare crescerà

Il regime nordcoreano accusa gli USA di aver schierato armamenti pesanti nella zona demilitarizzata al confine tra le 2 Coree

La Corea del Nord annuncia, senza mezzi termini, che provvederà a rafforzare il proprio arsenale nucleare. Ad annunciarlo è la Kcna, l’agenzia ufficiale, in un comunicato stampa, in seguito, sembra, alla discussione avuta dal presidente statunitense, Barak Obama, a Toronto, con il pari grado cinese, Hu Jintao, il quale “in modo molto franco” ha avuto da dire sul comportamento “bellicoso” di Pyongyang, “inaccettabile” per la comunità internazionale.

A solo un giorno di distanza, dalla richiesta di Pyongyang a Seoul di indire una conferenza militare ad alto livello per discutere sul affondamento della corvetta sudcoreana Cheonan, risalente al marzo scorso, e per il quale la Corea del Nord si è sempre dichiarata estranea, Pyongyang, per contrastare, quella che definisce, “la politica ostile degli Stati Uniti e le minacce militari” verso la nazione comunista, sbandiera l’annuncio che incrementerà l’arsenale nucleare con un “metodo nuovo”, non meglio identificato.

L’annuncio è giunto in seguito al recente declassamento di documenti segreti che dimostrano che gli Stati Uniti avevano studiato attacchi nucleari contro il Nord. Continua un portavoce del ministero degli Esteri nordcoreano, che la Corea del Nord aveva ragione quando decise di migliorare ed incrementare il proprio arsenale nucleare come deterrente nei confronti di potenziali aggressioni nucleari esterne. Il portavoce continua affermando che i recenti, nonché pericolosi, avvenimenti nella penisola coreana, confermano la necessità che la Corea del Nord sviluppi il proprio arsenale e lo rinnovi con un nuovo metodo di sviluppo contro la minaccia militare e la continua aggressiva politica statunitense nei confronti della Corea del Nord.

Di certo c’è che l’arsenale nucleare di Pyongyang si basa su testate al plutonio ed uranio ma il regime comunista, a maggio scorso, ha annunciato di poter produrre una reazione di fusione nucleare capace di essere utilizzato per la realizzazione di una ad idrogeno. Gli esperti rimangono, tuttavia, scettici al riguardo, definendolo come un colossale bluff, in quanto la tecnologia per la realizzazione della fusione nucleare richiede ancora decenni di sviluppo.

Voci provenienti dal esecutivo comunista, continuano affermando che gli Stati Uniti hanno portato armamenti pesanti nella Joint Security Area (JSA), la zona demilitarizzata al confine tra le 2 Coree, e minacciano pesanti misure militari se non verranno ritirati al più presto.

Un comunicato Kcna, agenzia ufficiale del regime, riferisce attraverso la pubblicazione di una relazione di una missione ufficiale di Pyongyang, che le forze armate statunitensi hanno introdotto, nel Truce Village, leggi Joint Security Area (JSA), presso il sito di Panmunjon, armi pesanti, alle ore 7.25 (la mezzanotte e venticinque, ora di Roma) del 26 giugno. Il trasporto di armi pesanti, nella zona demilitarizzata, “è una provocazione premeditata con lo scopo di innescare un grave conflitto militare”. Il comunicato dell’agenzia ufficiale continua “Gli USA devono ritirare tutte le armi già portate nella zona. Se non sarà soddisfatta la richiesta, l’esercito del Nord prenderà dure contromisure militari.”

Tale avvertimento è stato reso noto, subito dopo il comunicato del ministero degli Esteri nordcoreano relativamente alla voglia di incrementare ed ammodernare, in modo nuovo, il proprio arsenale nucleare per contrastare la politica ostile statunitense e le loro minacce militari.

Si ricorda che il sito di Panmunjon, sorvegliato sia da forze statunitensi, sotto l’egida dell’ONU, che da quelle nordcoreane, è stato il luogo che, nel 1953, ha visto la firma della tregua che pose, finalmente, la fine alla Guerra di Corea, iniziata nel 1950.