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USA: FBI arresta spie russe sotto copertura 1/2

Le indagini, durate 7 anni, hanno condotto al arresto di 10 spie. Un'undicesima, in fuga, arrestata a Cipro.

L’FBI ha arrestato, sul suolo di casa propria, 10 presunte spie russe. Un undicesimo individuo, identificato, è riuscito ad eclissarsi prima del fermo. Lo ha annunciato il 28 giugno, la Cbs. Di questi uomini e donne, solo uno, Mikhail Semenko, ha mantenuto il proprio nome russo. Tutti gli altri, invece, hanno, ora, nomi inglesi, latino-americani od italiani ed affermano di essere cittadini statunitensi, canadesi o peruviani. Tutti gli arrestati sono accusati di cospirazione, per essersi introdotti negli Stati Uniti ed aver agito, contro lo stesso, come agenti illegali della Federazione Russa. Altra accusa, che va ad aggiungersi alla precedente, per 9 di loro, è il riciclaggio di denaro sporco.

Per cinque dei dieci arrestati, il giudice federale di New York, James Cott, ha confermato la custodia cautelare, mentre non ha ancora incriminato formalmente Cynthia e Richard Murphy, Juan Lazaro, Vicky Pelaez e Anna Chapman, ma ha deciso di non rilasciarli, per impedire una loro fuga.

Per amalgamarsi, indisturbati, nel tessuto sociale statunitense, avevano preso, già negli anni 90, nomi di cittadini USA morti e da allora hanno fornito ai servizi segreti russi, informazioni sensibili più disparate.

“La loro missione era”

lo rende noto il Ministero della Giustizia statunitense

“ ricercare e sviluppare una rete di contatti nei circoli politici americani. Sono tutti accusati di cospirazione in favore di uno stato estero e rischiano fino a 5 anni di carcere. Per nove di loro, ai quali si aggiunge l’accusa di riciclaggio di denaro sporco, la condanna può raggiungere i 25 anni. Otto delle spie arrestate, avevano incarichi molto importanti per conto di Mosca, mentre altri due facevano parte dell’intelligence russa.”

Gli arresti sono stati effettuati dal F.B.I. (Federal Bureau of Investigation), il 27 giugno u.s., a Montclair, nel New Jersey, a Yonkers, a due passi da New York, ed ad Arlington, in Virginia, proprio a ridosso di Washington e venivano seguiti da anni. Secondo fonti del Dipartimento di Giustizia, alcuni delle identità assunte appartenevano a cittadini statunitensi defunti.

Secondo il Times, quotidiano britannico, la donna arrestata a Boston, rispondente al nome di Tracey Linn Ann Foley, naturalizzata statunitense, era in possesso di un passaporto britannico falso, preparato, appositamente per lei, dai servizi segreti russi, che utilizzava per i suoi viaggi da e per Mosca. In un messaggio cifrato, inviatole via internet, sempre secondo il Times, la donna ha ricevuto istruzioni per ritirare il documento a Vienna e il consiglio di allenarsi

“per essere in grado di rifare la firma, se necessario”.

Il messaggio, aggiungeva

“All’interno del passaporto troverai un memo con le raccomandazioni, distruggilo dopo averlo letto”.

Per il britannico Sun, un altra spia era destinataria, invece, di un passaporto irlandese. Il governo di Dublino era stato informato che un loro documento era legato all’indagine in corso. Il destinatario era Richard Murphy, arrestato a Montclair, nel New Jersey, al quale era stato comunicato di recarsi a Roma per ritirare il documento irlandese falso.

Un’undicesima presunta spia, che era latitante ed aveva assunto, in questi anni, l’identità di Cristopher R. Metsos, di anni 54, canadese, è stata arrestata all’aeroporto di Larnaca dalla polizia cipriota. Lo riferisce il quotidiano francese Le Monde, citando fonti della polizia e precisando che l’uomo si stava imbarcando su un volo per Budapest. Metson è stato rilasciato dietro il pagamento di una cauzione di 20 mila dollari (circa 16.400 euro), in attesa della sua estradizione.

Un messaggio proveniente dal quartier generale dei servizi segreti russi, intercettato dal controspionaggio statunitense, diretto proprio agli undici direbbe

“siete stati inviati negli Usa per una missione a lungo termine. La vostra istruzione, i vostri conti bancari, auto e casa, hanno un solo obiettivo: riempire appieno la vostra missione, ossia cercare e sviluppare legami nei circoli politici americani ed inviarci messaggi segreti”.

Il quotidiano statunitense, Washington Post, citando voci inquirenti, afferma che il gruppo di presunti agenti non sia riuscito ad ottenere grandi informazioni nei lunghi anni trascorsi negli Stati Uniti, inquadrati in programma partito all’epoca della Guerra Fredda e che dovrebbe interessare anche altri paesi occidentali.

Il Piano organizzato dal SVR, il servizio di sicurezza estero russo, tendeva ad infiltrare spie per violare policy making circle, ovvero, come hanno precisato gli inquirenti, quegli ambienti che giravano intorno ad armi nucleari, politica americana nei confronti dell’Iran, Cia, politica di Capitol Hill. Fra i contatti, che alcune spie erano riuscite a stabilire, figurano un ex funzionario di alto livello della sicurezza nazionale e un ricercatore impegnato nella progettazione di armi nucleari.

Gli arrestati si scambiavano borse arancioni identiche, incrociandosi sulle scale delle stazioni ferroviarie. Passaporti falsi. Messaggi via radio, ad onde corte. Un nascondiglio per i contanti sotto terra, situato in un campo, nello stato di New York. Una coppia di Yonkers, si presume i Pelaez/Lazaro, si era recata in un paese sudamericano, dove sono stati ripresi mentre prelevavano borse di denaro in contante e passavano messaggi scritti con inchiostro invisibile, in un parco pubblico.

Infine, come gran finale, sabato, una delle presunte spie ha lasciato una busta con 5mila dollari in contanti, inserita in un giornale, in un parco alla periferia di Arlington, in Virginia, dove vivevano tre delle persone arrestate.