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USA: FBI arresta spie russe sotto copertura 2/2

Le indagini, durate 7 anni, hanno condotto al arresto di 10 spie. Un'undicesima, in fuga, arrestata a Cipro.

Intanto, in Russia ed a Mosca, il primo canale televisivo di stato, ha aperto la sua edizione con la notizia circa l’arresto delle presunte spie russe del SVR (servizi di sicurezza all’estero), dichiarando che gli arrestati non sono stati riconosciuti colpevoli e senza fornire nessuna dichiarazione da parte degli enti governativi russi.

Si ricorda che alla disgregazione della vecchia Unione Sovietica, il temuto KGB è stato sciolto. Dalle sue spoglie sono nati l’FSB (l’omologo russo del FBI) ed il super segreto SVR, che ha come campo d’azione lo spionaggio internazionale e può essere equiparato alla CIA statunitense. Ma la palma della segretezza spetta al GRU, i servizi segreti militari, dipendenti dal Capo di stato maggiore, anch’essi ristrutturati ma che hanno mantenuto la vecchia denominazione.

L’unica voce dell’esecutivo russo è stata quella di Lavrov, ministro degli esteri, che, in viaggio a Gerusalemme, ha, comunque, dichiarato che Mosca chiederà spiegazioni sull’accaduto, sottolineando che non c’era momento “migliore” per sbandierare lo scandalo spionistico, esploso , proprio, all’indomani del viaggio del presidente russo Dmistri Medvedev, in America del Nord, che ha incontrato l’omologo statunitense, Barak Obama, per rilanciare il reset iniziato l’anno scorso.

Fa eco a Lavrov, il premier Putin, che si augura che la vicenda non danneggi i rapporti bilaterali instaurati tra i due paesi. Discutendo con Bill Clinton, ex presidente statunitense, dalla sua residenza di Novo Ogarnoyo, vicino Mosca, Putin ha aggiunto

“La, a casa sua la polizia è fuori controllo, sta gettando gente in prigione. Spero che tutti i passi avanti fatti nei nostri rapporti (bilaterali) non vengano danneggiati dai recenti eventi. Speriamo fortemente che coloro che tengono ai buoni rapporti lo capiscano”,

aggiungendo che, fortunatamente, esistono persone che tengono alle buone relazioni russo-statunitensi, come Clinton.

Dalla Casa Bianca, giungono , però, rassicurazioni. L’arresto delle spie non influenzerà il reset, il nuovo inizio, dei rapporti tra Stati Uniti e Russia. Ha continuato il portavoce Robert Gibbs che il presidente Obama è stato tenuto informato sugli sviluppi delle indagini. E che nel recente incontro tra Obama e Medvedev il caso spionaggio non è stato toccato.

Voci continuano, però, a giungere dal ministero degli esteri russo Si ritiene che l’arresto delle presunte spie sia infondato e che persegue obiettivi biasimevoli, facendo ritornare la situazione ai tempi della guerra fredda.

“Non ci sono chiari i motivi che hanno spinto il ministero della giustizia Usa ad esibirsi con dichiarazioni pubbliche fatte nello spirito di passioni spionistiche dei tempi della guerra fredda”, ha dichiarato Nesterenko, portavoce del ministero degli esteri russo. Afferma, anche, che cittadini russi sarebbero stati arrestati negli Stati Uniti ma “non hanno agito contro gli interessi statunitensi”.

Il 17enne, Juan Josè, intervistato, ha raccontato tutto circa l’arresto dei suoi genitori e la perquisizione in casa, ad opera del F.B.I. , al rientro, domenica notte, da una festa a Yonkers. La signora Vicky Pelaez, madre del giovane, di anni 55, di origini peruviane e da oltre 20 anni giornalista di Il Diario/La Prensa (Edlp), il quotidiano in lingua spagnola di New York, e suo padre, il 65enne Juan Lazaro, docente di Scienze Politiche in pensione. Juan Josè continua dicendo che gli agenti conoscevano, perfino, il suo soprannome, sapevano assolutamente tutto, che suona il piano e va a LaGuardia, fino ai nomi dei conservatori musicali dove farà domanda di iscrizione. Gli hanno chiesto se voleva frequentare un conservatorio in Russia, se parlava russo o tedesco. Gli è stato, anche, chiesto se aveva visto i genitori con grandi somme di danaro o se gli avevano impedito, a volte, di usare un determinato pc.

Al quotidiano Il Diario/La Prensa (Edlp), l’altro figlio della coppia, il 38enne Waldo Mariscal, racconta che i genitori sono stati fermati e fatti scendere dalla loro auto per risalire su altre due macchine. Al fermo è seguita, subito dopo, la perquisizione nel abitazione, dove sono state sequestrate casse di documenti, computers ed attrezzature elettroniche varie. A Waldo, gli agenti, che hanno effettuato l’arresto, hanno domandato se i genitori fossero mai andati in Russia o se possedevano macchinari per lo spionaggio. Waldo ha, invece, dichiarato che i genitori sono tra i peggiori al pc e che non riescono nemmeno ad aprire la posta elettronica di Yahoo.

Vicky Pelaez e Juan Lazaro, sono stati arrestati, domenica, insieme a Richard e Cynthia Murphy, a Montclair nel New Jersey, a Michael Semenko, Michael Zottoli e Patricia Mills ad Arlington in Virginia, a Donald Howard Heathfield e Tracey Lee Ann Foley di Boston e Anna Chapman di Manhattan, mentre Christopher R. Metson è stato arrestato il 29 in terra cipriota.Caccia aperta negli States alle spie

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