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Situazione neo-vietnamita?

Domanda

Il testo della tua emailVins, a seguito degli agguati nei confronti dei militari USA in Iraq ad operazioni belliche, a questo punto, "apparentemente concluse", risulta realisticamente possibile ritenere che gli States si siano cacciati in una situazione di tipo neo-vietnamita, o addirittura, considerato i fattori ideologico-religiosi in gioco, seppur con le abbissali differenze storiche, alla guerriglia antinapoleonica spagnola. Arriposteletronizzarci.

Risposta

Caro Vittorio, grazie per avermi scritto, mio fedele amico! Onstamente il tuo paragone dell'attuale situazione irachena con la situazione sud-vietnamita e quella della Spagna napoleonica mi sembrano azzardate. In Iraq manca il nazionalismo che spinse spagnoli e vietnamiti contro gli invasori ed inoltre la mancanza di un governo collaborazionista, ineffciente e tirannico (se da una parte impedisce la stabilizzazione) dall'altra priva gli oppositori degli Usa di un bersaglio facile come sarebbe un fantoccio locale degli Usa. Per ora gli iracheni sono troppo impegnati a riorganizzarsi ed a sopravvivere per poter sfidare l'occupazione occidentale. Inoltre il comportamento delle truppe Usa non sta causando il risentimento della popolazione, anzi.... rispetto al regime di Saddam notano un miglioramento, anche se economicamente ora è molto più dura. Ma la situzione sotto embargo e dittatura era anche rovinosa per la gente, soprattutto gli sciiti. Ritengo gli incidenti di questi giorni degli episodi isolati causati da baathisti alla macchia, irriducibili islamici o qualche volontario arabo rimasto nel paese. In realtà l'Iran, timoroso di fare la fine di Saddam e molto diviso, non sta incoraggiando nessuna rivolta in Iraq e senza appoggio esterno è improbabile che una rivolta anti-Usa avvenga. In Vietnam i Vietcong avevano l'appoggio dei nordvietnamiti e di cinesi e sovietici. In Spagna gli inglesi aiutano i ribelli spagnoli contro Napoleone. Il colpo maestro degli Usa dopo la guerra in Iraq è stato tenere le truppe dei paesi vicini fuori dal paese (Turchi, arabi, persiani...) così da trabquillizzare i vari gruppi iracheni e poi d'impegnarsi subito in varie iniziative nei confronti di vari paesi dell'area. Ora con la Raod Map l'Iraq è già in secondo piano, anche mediaticamente, ed il danno che possono fare alcuni agguati è abbastanza ridotto (tieni conto che militarmente sono come mere punture di spillo per gli americani) così come dimostra l'esperienza afghana. A presto! Vins Roboris

gri*** - 19 anni e 4 mesi fa
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