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L'America che (forse) non ti aspetti: diario di viaggio di un "on the road" coi fiocchi.

Nell’immaginario collettivo il viaggio on the road per eccellenza è quello che si svolge nelle interminabili route statunitensi, quelle che spezzano in linea retta paesaggi deserti di cui non si scorge la fine. Bill Bryson percorre in lungo e in largo, e in solitaria, queste strade: da est a ovest e viceversa, scegliendo un itinerario che predilige i piccoli paesini di cui raramente si sente parlare, ma che raccontano l’America più autentica.

America Perduta (The Lost Continent) è il diario di viaggio di un americano originario dell’Iowa che, tornando negli Stati Uniti dopo diversi anni vissuti in Inghilterra, decide di ripercorrere su una vecchia Chevrolet alcuni itinerari di viaggio della sua infanzia e di scoprirne di nuovi: 22.500 km in solitaria, attraverso 38 stati, viaggiando quasi sempre su strade secondarie, da una cittadina all’altra.

L’America che Bill Bryson ci mette sotto gli occhi non è quella delle fashion metropoli da Sex and the City o Beverly Hills 90210. E’ invece l’immenso Paese che contiene piccole e molteplici realtà diverse. E’ il continente del Midwest, dove la gente è di buon cuore e ci sono sempre gentili signore con gli occhiali a farfalla e i capelli raccolti in una crocchia pronte a servire leccornie nell’autogrill lungo la statale, o a dare l’informazione giusta al turista sperduto nei campi del Missouri. E’ il continente dei bivi stradali non indicati da alcun cartello, che il viaggiatore deve affrontare sperando (inutilmente) nel suo buon intuito. E’ l’America che si ripiega su se stessa, dove la gente vive in paesi sperduti e ha come unica distrazione il centro commerciale circondati da sterminati, quanto inutili, parcheggi.

L’autore rivive parte di questo viaggio alla ricerca degli itinerari che, durante l’infanzia, ha percorso con la sua famiglia, capeggiata da un padre che non aveva paura di macinare chilometri e si fermava sempre nei luoghi turistici meno attraenti (perchè gratuiti). La tentazione di concedersi lussi che nell’infanzia gli sono stati negati, come l’acquisto di souvenirs tipicamente americani, è forte, e spesso Bryson non riesce a resistervi, riscoprendosi poi – manco a dirlo – insoddisfatto e timoroso di assomigliare a quei turisti mangiatori di hamburger con i calzoncini corti che si mettono in fila all’ufficio turistico per il puro gusto di farlo.

E’ divertente, soprattutto nella prima parte, e anche istruttivo, vedere l’America con questi occhi, capire che molti dei nostri stereotipi su questo grande Paese non sono che una minima rappresentanza di quella che è la sua vera essenza.

Mettetevi comodi e viaggiate su questa Chevrolet: è il viaggio on the road che avete sempre desiderato fare… ma che forse non avevate previsto in ogni suo dettaglio - e questo lo rende ancor più divertente, no?

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