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Carmine Mezzacappa presenta "La guerra di Caio" di Roberto Betz

Sabato 4 ottobre 2008 ore 18,00 - Libreria Utopia - Milano - UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE

Sabato 4 ottobre 2008 ore 18,00

Libreria Utopia
Via Moscova, 52 - Milano - Tel. 0229003324

Carmine Mezzacappa

presenta il romanzo

LA GUERRA DI CAIO
di Roberto Betz

(Giovanni Tranchida Editore)

sarà presente l’autore

Il milanese Roberto Betz, laureato in scienze dell’informazione e allievo diplomato all’officina di scrittura creativa di Scuola Forrester, ci propone un romanzo rigoroso che si inserisce a pieno titolo nella grande letteratura della Resistenza italiana.

La Guerra di Caio è la guerra di centinaia di migliaia di giovani cresciuti nella retorica fascista, o nel migliore dei casi nella più cieca apatia, che quell’8 settembre del 1943 si trovarono nel mezzo della catastrofica dissoluzione di una Nazione.

Ancorato al lavoro in fabbrica come un naufrago a una zattera in mezzo all’oceano, nel momento in cui evitare di compiere una scelta non è più possibile, Caio decide di intraprendere la strada più dura e di unirsi ai partigiani sui monti della Val d’Ossola, ritrovando così la sua dignità di essere umano e il vero valore del vivere.

Una risposta ideale a una certa letteratura che, a prescindere dall’indiscutibile successo commerciale, non è altro che una confortevole anfibologia letteraria: né saggio né romanzo; e allo stesso tempo l’uno e l’altro assieme. Se non è possibile individuare esattamente il genere di tali libri, è però evidente il loro processo evolutivo: partendo da una tesi confezionata aprioristicamente sono stati cercati dei dati che potessero in qualche modo sorreggerla. Metodo inaccettabile per una seria ricerca storica, e mediante il quale è ipoteticamente possibile avvalorare qualunque teoria.

Il romanzo di Roberto Betz ci offre al contrario un eccellente esempio di narrativa storica, frutto di un’attenta e serissima ricerca su fonti e documenti dell’epoca. Non un’apologia della guerra partigiana, ma una vicenda che, con onestà intellettuale, ci restituisce pagine di memoria preziose come ossigeno, in un un’epoca di comoda smemoratezza, di sfacciati revisionismi e di qualunquismo galoppante com’è quella che viviamo.