Questo sito contribuisce alla audience di

Montedidio, di Erri De Luca

Un testo che rimarrà a lungo nella memoria di chi vi si accosta. Da non perdere.Recensione di Oreste Colombo

Prezzo di copertina: € 6,50
Pagine: 142
Anno di pubblicazione: 2003
Editore: Feltrinelli

Non è Gerusalemme, è Napoli, è un suo quartiere dal nome solenne e abusivo, Montedidio, dove frigge la vita di una folla densa e dove neanche i morti se ne stanno quieti. A tredici anni un ragazzino impara il lavoro, l’italiano e l’ammore, quello con doppia emme. Si allena in segreto a far volare un magico pezzo di legno. A un suo amico, un vecchio calzolaio ebreo piovuto dal nord dell’Europa, arriva finalmente a scadenza una profezia, sotto la specie di un battito di ali. Protagonista è un luogo, Montedidio, un rilievo di tufo abitato da millenni, stratificato a ossa e ceneri vulcaniche. Dall’alto di un suo tetto la mezzanotte di capodanno esplode come un cratere, libera voli, spalanca precipizi.

Il vivere, il sesso, la morte. Questi sono i temi che reggono la narrazione delicata, pudica, con la quale Erri De Luca ci conduce nei meandri delle situazioni più scabrose, e più poetiche, senza mai tracimare, rischiando ogni volta di essere stucchevole ma senza cadere mai nella trappola.

Un libro da leggere un sorso alla volta, da assorbire piano piano, affinché il vivere con i protagonisti si trasformi nel nostro vivere di lettori e finisca per appartenerci come vita vissuta. Perché questa è la forza di De Luca: evocare la vita fino a farla diventre vera.

Un testo che rimarrà a lungo nella memoria di chi vi si accosta. Da non perdere.

Oreste Colombo