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  • Montedidio, di Erri De Luca

    Un testo che rimarrà a lungo nella memoria di chi vi si accosta. Da non perdere.Recensione di Oreste Colombo

  • Il ventre della macchina, di Sandro Veronesi

    La metafora congegnata da Veronesi è simpatica, e il racconto è condotto tra amarezza e divertimento fino alla fatale conclusione. Recensione di Oreste Colombo

  • Carlo Lucarelli - Ferengi

    Massaua, inizio '900: la vicenda di Ferengi comincia e termina qui, nella capitale della Colonia Eritrea, in un angolo d'Africa popolato da personaggi che hanno stancamente ereditato i fasti dell'espansione coloniale italiana. Recensione di Oreste Colombo

  • Paola Mastrocola - La narice del coniglio

    Barbara Lope è ricca, elegante e ha un bel lavoro. Eppure ogni tanto le scatta qualcosa, un impulso irresistibile che non riesce a trattenere, un gesto che sgretola ciò che sembrava serio. Recensione di Oreste Colombo

  • Antonio Scurati - La città eterna

    Una serie di visioni colpisce alcuni turisti americani in visita al Colosseo, visioni che si richiamano alla nosra storia passata. Così la CIA indaga, coadiuvata da Angelo Perosino, giovane ricercatore di storia romana. E presto si scoprirà che nulla è come apopare. Recensione di Oreste Colombo

  • La guerra di Caio, di Roberto Betz

    La guerra di Caio è un romanzo che si legge d’un fiato, avvinti alle vicende dei protagonisti e conquistati da uno stile liscio e immediato che non rinunzia però ai contenuti. Un romanzo di formazione che ci fa riflettere non solo sull’epoca rappresentata ma che mostra, anzi, inquietanti analogie con il nostro presente. Recensione di Heiko H. Caimi

  • La peste di Albert Camus

    Attraverso la cronaca cruda e dettagliata degli eventi egli propone al lettore una panoramica delle possibili reazioni umane di fronte all’imprevisto che sfugge al controllo e ne mina la specie. Recensione di Giulia Castelli

  • Teatro: Dignità autonome di prostituzione

    La capacità di coinvolgimento e il divertimento di essere se stessi, ovvero attori, senza ipocrisie né infingimenti sono tali che forse interpreti e autori non si rendono conto di non partecipare semplicemente a uno degli happening imperdibili di quest’inizio primavera romana, ma di essere gli artefici di un vero e proprio evento che ha una forza tale da poter essere esportato in altri luoghi d’Italia, come una sorta di circo non equestre in cui, dietro alle risa dei clown, vi sia la verità nuda e cruda di una realtà spesso difficilmente esprimibile. Sarebbe una necessità, in questa scena culturale italiana troppo spesso miseranda. Recensione di Davide Verazzani

  • Feriti vaganti

    I racconti di William McIlvanney sono una doccia fredda che ci risveglia amaramente da un intontimento ventennale mostrandoci il vero volto di un Occidente, sedicente esempio di democrazia. Recensione di Giuseppe Ciarallo

  • Eraclito e il muro

    Varrebbe la pena leggere il romanzo e farlo leggere a tutti i critici dotati di senso dell’umorismo. Recensione di Giuliana Dea