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ACCESSORIO per DIPOLI 40 m. – 80 m.

Si tratta di dispositivo, riscoperto del prolifico I8SKG che serve a dirottare verso massa le cariche elettrostatiche accumulate sui conduttori delle antenne e quindi a salvaguardare, entro certi limiti, gli stadi di ingresso dei ricevitori e ad attenuare le scariche impulsive, divenendo in tal modo un efficacissimo noise-limiter.

“Questo accessorio, o dispositivo che dir si voglia, che mi accingo a descrivere per le antenne filari sarà oltremodo utile agli OM che sono soliti praticare le freqenze basse delle HF. E’ doveroso, inoltre, precisare che tale accessorio è stato usato già dai tempi antichi della radio a livello professionale (Navi, Aerei, Centri radio, ecc.), ove si usavano, per la ricezione e la trasmissione, le frequenze del basso spettro delle HF.

Tale accessorio, o meglio, dispositivo, costituito da una resistenza di discreta dissipazione, pone in corto circuito i punti di alimentazione dei bracci di un dipolo.

Il valore resistivo è di 2200 ohm, e la dissipazione, in proporzione, è adeguata alla potenza di trasmissione irradiata (per i 100 W in uso fra i radioamatori la potenza di dissipazione richiesta è bassissima, circa 3 W).

Personalmente ho avuto la fortuna di vedere fisicamente questo oggetto antico e attualmente poco conosciuto nella sua funzione sui dipoli di I8DFP (ex ufficiale marconista di marina, ed ex marconista di Napoli Radio), ed era costituito da un supporto resistivo a carbone (Antinduttivo) provvisto ai due estremi di un occhiello ove veniva fissato ai punti di alimentazione del o dei dipoli con viti e capocorda.

Io sottoscritto ho provveduto a procurarmi uno scatolino di alluminio di adeguate dimensioni, ed ho posto nel suo interno, come visibile nella foto, una resisteza a filo da 2200 W - 10 W (i puristi di certo storceranno il naso nell’osservare la dizione filo), sì da cortocircuitare il mio dipolo 40 m. – 80 m. interponendolo fra l’innesto del bocchettone del cavo coassiale ed il connettore posto sul dietro del mio apparato.

Vi assicuro che il porlo sul punto di alimentazione del dipolo, e quindi direttamente sotto l’antenna, o il porlo direttamente sul retro dell’apparato, non cambia assolutamente nulla circa la sua funzione.

Il valore resistivo dei 2200 W e la sua impedenza di carico alle varie frequenze, non ha nessuna influenza sulla impedenza tipica dell’antenna, sia che sia di 50 W, sia che sia di 75 W, e quindi si può andare tranquillamente in trasmissione.

Il fatto poi dell’utilizzo di una resistenza a filo non incide per nulla con la propria induttanza sulle nostre frequenze radiantistiche dei 40 m. e degli 80 m. (non l’ho provata su un dipolo per i 160 m., ma credo, vada bene lo stesso).

Alla fine di questa breve descrizione desidero concludere con la spiegazione della finalità d’uso di tale accessorio.

E’ notissimo che le antenne filari poste sulle navi, e per il passato su alcuni aerei, erano ultrasature di cariche elettrostatiche, ed in particolare modo in presenza di nubi e di tempo cattivo.

Pertanto l’uso di tale accessorio serviva a dirottare verso la massa le cariche elettrostatiche accumulate sui conduttori delle antenne, sia per salvaguardare, entro certi limiti, gli stadi di ingresso dei ricevitori, sia per attenuare notevolmente, nell’ascolto, le scariche impulsive, divenendo in tal modo un efficacissimo noise-limiter.

Provare per credere !”.

Per lo schema elettrico, rimando al sito sottolincato.