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Audiradio: primo semestre 2006

Crescono quasi tutte. Exploit di Radio 2 e di RTL 102.5, new entry di R 101

27/06/2006 - Da www.puntocomonline.it

Il primo semestre 2006 indica l’ennesimo successo per la radio. In dodici mesi, la variazione degli ascolti nel “giorno medio ieri” ha ottenuto un incremento di oltre 500.000 contatti, portando a 37.777.000 il numero quotidiano di fruitori del medium (contro i 37.248.000 dello stesso periodo del 2005, +1.4% su base annua) e 45.321.000 nei sette giorni (contro i 44.550.000 del primo semestre, +1.7% su base annua). A goderne maggiormente sembrano essere le emittenti nazionali.

Se Radio1 (sempre in testa alle preferenze) ottiene un dato interessante (6.704.000, +245.000) e Radio Deejay consolida il proprio primato tra i network (5.820.000, +157.000), la parte del leone spetta a Radio2. Grazie in primis (ma non solo) al crescente successo del programma condotto da Fiorello e Baldini, la seconda rete ha abbandonato una lunga fase di limbo che la posizionava un anno fa a 4.350.000 contatti quotidiani, facendola balzare al terzo posto con 5.435.000 ascoltatori. Questo è quanto emerge dalle rilevazioni Audiradio per il primo semestre 2006 (cioè la media dei dati del primo ciclo dell’anno, 14 gennaio-24 marzo, e del secondo, 25 marzo-9 giugno) rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

La crescita degli ascolti contraddistingue anche le posizioni di rincalzo della classifica. Ottima performance per RDS Radio Dimensione Suono (4.838.000, +376.000), per RTL 102.5 (4.624.000, +626.000) e per Radio 105 (3.694.000, +174.000), mentre Radio Italia Solo Musica Italiana non riesce a frenare un’emorragia di ascolti che inizia a mostrarsi preoccupante. Oggi sono 3.064.000, 206.000 in meno rispetto a dodici mesi fa. Resiste Radio Monte Carlo che, anche in questo semestre, non cede al sorpasso di Radio Capital (2.053.000 della prima contro 2.016.000 della seconda), mentre Radio3 recupera terreno rispetto al primo semestre 2005 (1.945.000, +83.000) ma non varca il confine dei due milioni. La classifica prosegue con la salita di Radio 24 (1.763.000, +200.000) ed il calo di Radio Maria a 1.666.000, ora superata anche da Subasio (1.672.000). In particolare l’emittente del Sole ha registrato un incremento a doppia cifra (12,8%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Spicca la crescita di Radio Kiss Kiss, da tempo in graduale ripresa grazie anche a nuovi investimenti (1.477.000, +191.000), e soprattutto l’atteso primo risultato di R 101. Difficile al momento valutarne il successo o meno. Rispetto all’ultimo risultato di Radio 101 One-O-One, che risale esattamente a dodici mesi fa, l’incremento è notevole (da 775.000 a 1.356.000). Tuttavia, la copertura del segnale e la promozione del marchio fanno sì che il network Mondadori possa permettersi numeri più importanti, ancora lontani dai colossi che sembrano non risentire affatto degli ultimi nuovi ingressi. La classifica delle emittenti nazionali termina con tre reti dalle variazioni poco significative: Isoradio (1.108.000, +11.000), m2o (1.014.000, -32.000) e Radio Radicale (522.000, +83.000).

«Questa tranche dell’indagine Audiradio - ha commentato Enzo Campione, presidente e ad di Radio e Reti, concessionaria di pubblicità radiofonica - è la fotografia del sistema radio a trent’anni dalla liberalizzazione dell’etere e che ha sancito la fine del monopolio pubblico. L’ascolto radiofonico è in costante aumento, dalla prima indagine Audiradio (1988) ad oggi gli ascoltatori nel giorno medio sono cresciuti del 46%». E poi ha proseguito: «Come concessionaria di pubblicità non possiamo che rallegrarci dell’incremento complessivo dell’ascolto radiofonico, ma il dato davvero importante che emerge dall’attuale fotografia di Audiradio è la conferma che nel settore radiofonico, a differenza di altri settori, continua ad esistere una pluralità di soggetti editoriali. E’ questo il bello della radio: è un mercato davvero pluralistico, con una vera competizione pubblicitaria, dove anche le emittenti locali giocano un ruolo importante negli equilibri concorrenziali».

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