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3 - RAKU Giapponese e americano

Alcune particolarità del Raku e del Raku Americano che non devono essere perse di vista.

L’originale Raku Giapponese sembra sia nato come tecnica per la realizzazione di tegole e poi scelto per la realizzazione delle tazze da cerimonia del the le cui forme sono quindi di modesta dimensione.
Si tratta, di fatto, del primo esempio di cottura a forno continuo dove è il prodotto ceramico a muoversi dentro il forno mentre il calore rimane statico.
Quello che ha affascinato i ceramisti americani ed europei non è stato tanto l’aspetto formale delle tazze da the ma soprattutto questo affascinante modo di cuocerle che azzera l’attesa per il risultato della cottura.
Nel genere Raku Giapponese ma soprattutto in quello Americano è fondamentale l’impiego di impasti argillosi a cui e’ stata aggiunta della chamotte in particolare nella produzione di forme di media e grande dimensione.
La chamotte è una graniglia di particolari argille refrattarie più o meno fine e a basso coefficiente di dilatazione indispensabile per evitare rotture del corpo ceramico (ma non escluderle), durante il veloce raffreddamento in uscita dal forno incandescente.
Questa chamotte se e’ stata la fortuna del genere Raku producendo un’inconfondibile caratterizzazione della superficie, rende però difficoltosa sia la lavorazione al tornio (per l’abrasione delle mani) che la finitura delle superfici; possibile solo attraverso la compattazione o levigazione con la pressione di attrezzi lisci che deve essere esercitata durante la modellatura o a durezza cuoio.
Diversamente le rifiniture di forme in argilla contenente chamotte a mezzo di taglio, raschiatura o a carta abrasiva allo stato cuoio o secco lasciano visibili sulla superficie le tracce della graniglia contenuta.
Vi e’ poi l’annerimento delle parti in argilla scoperte dal rivestimento vetroso e del cavillo nelle vernici trasparenti, prerogativa stilistica del genere Raku Americano che avviene solo dietro una forte fumigazione con il corpo ceramico incandescente a contattato con segatura di legna.
Questa operazione è complessa, richiede attenzioni per i rischi insiti nell’apertura di un forno incandescente e per il fuoco generato dal contatto con la segatura; operazione divertente che affascina in quanto vagamente vicina alla lavorazione del vetro soffiato ma assieme anche fastidiosa per l’acre e forte odore di fumo prodotto nonostante l’occlusione in contenitori metallici.

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