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5 - RAKU "DOLCE" - perchè?

Lavorando con argille senza chamotte si possono fare forme con rifinitura elevata e soprattutto anche al tornio.

Il mio metodo “DOLCE” consiste nell’estrarre le ceramiche a bassa temperatura e ottenere ugualmente un annerimento brillante delle superfici scoperte dal rivestimento vetroso.
Raku Dolce è sfornare le ceramiche quando non sono più incandescenti ma la temperatura è ancora sufficiente a generare la combustione parziale della segatura che è posta a contatto col pezzo.
Per le forme a Raku Dolce impiego argille senza chamotte e così posso ottenere superfici con elevata finitura anche con la foggiatura al tornio.
L’impiego di argilla senza chamotte mi consente comunque di avere forme fino a 50-60 cm di diametro e con spessori di soli 3-5 mm.
Quando finisco le superfici utilizzando le patine del genere “Terra Sigillata” posso effettuare le applicazioni a immersione su argilla secca senza rischio di rotture da eccesso di infiltrazione di acqua e ottenere la lettura di ogni dettaglio di eventuali bassorilievi come nelle Terre Sigillate Romane.
Con le patine “terra sigillata” ottengo craquelés incredibilmente rarefatti, molto estesi e rapporti di arancio caldo e nero di derivazione “attica”.
Se impiego vernici trasparenti o colorate ad esempio turchesi posso ottenere superfici pulite e cavilli molto anneriti.

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