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Baccini espulso

Commenti a caldo dopo l'espulsione del cantautore (seconda parte)

…Tornando a Francesco, gli ho fatto capire che c’e’ una regola, cosi’ come c’e’ una gara e un premio finale.
Se e’ giusto o no perdonarlo per quello che ha fatto lo decideranno i telespettatori, c’e’ pero’ una regola che non conosce modifiche.

Francesco ha pianto piu’ volte, si e’ sfogato, infine, mi ha chiesto di poter andare un’ultima volta in sala prove per suonare il piano.

La sua canzone In Fuga ( un brano del suo nuovo album che narra la storia di Marco Pantani, uomo solo in fuga dal gruppo n.d.r.) e’ stato un vero e proprio grido di dolore sui tasti del piano.

Dopodiche’, e’ salito in camera, ha preparato le valigie insieme a DolceNera che poi, per un’ultima volta, lo ha accompagnato fino al giardino zen dove lui si e’ guardato a lungo attorno prima di imboccare la via d’uscita.

Una volta fuori (erano le 04:00 del mattino n.d.r.) e’ stato nella stanza degli autori per molte ore, in una vera e propria fase di decompressione.

Qui ha ripercorso con noi tutto quello che aveva passato: si e’ rilassato e lentamente ha cominciato a capire che cosa era successo.

Le persone di produzione che passavano come ogni mattina per iniziare il loro lavoro, scorgendolo attraverso le finestra della stanza  si sono fermate, incredule ed esterrefatte e gli hanno esternato la loro solidarieta’ attraverso lacrime e abbracci.

Cosi’ Francesco ha capito che fuori dalla “scatola di cristallo” la gente si era davvero innamorata della sua storia.

Il suo manager e’ stato una delle prime persone con cui ha voluto parlare per raccontare che cosa stava succedendo:

“non sai cosa e’ successo” ha detto ”la gente qui si e’ emozionata!”

Verso le 13:00  del mattino il Produttore ha accompagnato Francesco alla sua macchina, e’ salito ed e’ tornato a casa.

Non ha voluto trascorrere molto tempo da solo, cosi’ nel pomeriggio e’ andato a trovare il suo amico fraterno Enrico.

Alle 21:30 ho ricevuto un suo messaggio nel quale mi scriveva che stava bene ma che non aveva ancora dormito.”