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La maledizione del Doomsday Book

Il nome di James Rollins, uno dei maggiori narratori americani del genere spy-thriller, è conosciuto bene anche nel nostro Paese.

La copertina del libro della Nord3Il nome di James Rollins (che vediamo nella foto in basso), uno dei maggiori narratori americani del genere spy-thriller, è conosciuto bene anche nel nostro Paese. Meritatamente, aggiungo, in quanto i suoi libri vengono sempre letti con passione e attenzione, anche da parte di chi è abituato a letture più sofisticate e impegnative. Come nel caso dell’ultima, sua fatica letteraria, dal titolo “La chiave dell’apocalisse”, che rientra nella serie dedicata all’organizzazione governativa americana “Sigma Force”, che vede protagonisti personaggi quali Grayson Pierce, Monk Kokkasis e il loro superiore Painter Crowe. Anche questo titolo, come gli altri cinque della serie che l’hanno preceduto, è pubblicato in Italia dall’Editrice Nord.

Lo scrittore americanoIl nuovo volume inizia con un antefatto. Siamo in Inghilterra, esattamente nel 1086. L’imponente censimento voluto dal sovrano Guglielmo il Conquistatore è stato portato a termine. Il risultato di quel lavoro immane è un volume in cui sono elencate tutte le terre e le proprietà del regno, un libro che porta il nome di Domesday Book. Ma nel giro di poco tempo, strane voci cominciano a circolare a proposito di quel libro che racchiude il censimento, perché all’interno di esso due luoghi sono stati indicati con un’unica, enigmatica parola scritta in inchiostro rosso: “devastato”. A causa di quell’inquietante particolare, il “Domesday Book” (che vediamo nella foto sotto) vedrà cambiato il suo nome in “Doomsday Book”, il “libro del Giorno del Giudizio”.

Il celebre censimento di Guglielmo il ConquistatoreLa scena si sposta ai nostri giorni, dove in pochissimo tempo avvengono tre omicidi. Dapprima il figlio di un senatore americano che svolgeva attività di volontariato in una fattoria nel Mali; poi un sacerdote, esperto di archeologia e studioso di san Malachia, ucciso da un’esplosione all’interno della basilica di San Pietro; infine, un professore di biologia molecolare, trovato morto nel suo laboratorio a Princeton. Tre vittime connesse da un dettaglio raccapricciante: sui cadaveri è stata impressa a fuoco una croce celtica. E lo scenario che si presenta agli agenti della Sigma si complica ulteriormente quando le indagini del comandante Grayson Pierce rivelano il coinvolgimento di una multinazionale norvegese impegnata nella produzione di alimenti geneticamente modificati…

Dove risiede la validità dell’impianto narrativo di James Rollins che, come si sa, prima di abbracciare la letteratura è stato un veterinario? Ebbene, al di là dell’indubbia padronanza di scrittura, che riesce a plasmare tenendo ben saldi tutti i fili e canovacci della trama, lo scrittore americano vanta la rara capacità di rendere assolutamente verosimile ciò che si sviluppa sotto la sua penna, anche nelle situazioni e nelle scene maggiormente iperboliche e azzardate. Un merito non da poco, perché in questo modo permette al lettore di appassionarsi, di abbandonarsi al ritmo sempre avvincente e incalzante dei suoi romanzi. Quindi, se volete proprio portarvi un libro in vacanza, non dimenticate di fare affidamento su quelli scritti da James Rollins. Un nome che, sotto questo aspetto, è una garanzia.

James Rollins “La chiave dell’apocalisse”, Editrice Nord, pp. 468, euro 19,60

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