Quanti sacrifici deve fare un danzatore per mantenersi come te?
Quando non mi esibisco, di solito provo e riprovo per almeno otto ore al giorno, ma per me non è un sacrificio, perché amo danzare.
Per i ballerini un po’ come per i calciatori c’è un’età limite, ma per te sembra sia piuttosto lontano….
Non è lontano. L’unica fortuna è che noi danzatori non dobbiamo fare delle gare, ne raggiungere dei record, ma solo raggiungere il massimo della professionalità. Il massimo della professionalità dell’etoile è a propria discrezione.
Le prove, l’allenamento, i sacrifici, quanto incidono nella vita di un danzatore se non ha la predisposizione ad esserlo?
Si può essere bravi ballerini, tecnicamente perfetti, ma se non si ha qualcosa in più, qualcosa che arriva al pubblico, oltre la bravura, allora si resterà un ballerino qualunque, come ce ne sono tanti. Per diventare un primo ballerino si deve avere quel qualcosa in più, che va al di la della tecnica e della preparazione.
Tu sei stato uno dei primi che ha portato la Danza di qualità in televisione, cosa ti ha spinto verso questa direzione?
Sono stato uno dei primi ballerini classici, ero già etoile e rappresentavo l’Italia nel mondo, che ha voluto provare quest’esperienza televisiva. Quello che mi ha portato in televisione è stata la curiosità e poi il fatto di riuscire a portare la danza a tutti. Non mi è mai piaciuto ghettizzare la danza, ma non la danza classica, ma la danza in tutti i sensi. Un vero professionista si può districare sia in televisione che in teatro o al cinema od ovunque, l’importante è che porti la propria professionalità ed è questo che ho cercato di fare in televisione.
Sei un artista molto popolare, però chi ti conosce nota in te tanta normalità e soprattutto rispetto per tutti…dopo tutti questi anni di successi non ti è mai capitato di “montarti” la testa?
Riguardo la mia professione no, perché quando scendo dal palco torno ad essere un uomo, un marito e un padre. Mi sono montato la testa, invece, quando è nato mio figlio perché pensavo di essere un padre eccezionale, il padre migliore del mondo e invece mi sono accorto che ero un buon padre, ma uguale a tanti altri.
Quando ti si vede danzare si sente che trasmetti tanto cuore e un’anima che arriva un po’ a tutti, tu cosa provi quando danzi?
Io provo tanto amore. Amore per quello che faccio, per quello che do, amore per la gente che viene in teatro e che mi restituisce quell’amore che io do a loro. La cosa che mi piace di più, quando sono in palcoscenico, è che trovo sempre il modo di divertirmi e di far divertire la gente. Qualsiasi cosa faccio cerco sempre di avere uno scopo ben preciso, cioè di arrivare ad una meta precisa. Questo mi porta ad essere più tranquillo e più rilassato e mi diverto di più.
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Angela Platania








