Silvio passa il testimone alla dolcissima Jasmine Trinca, sua patner nelle scene d’amore. “Per me è stata un’esperienza molto diversa da quelle che avevo fatto finora e penso che nella vita come anche nel cinema bisogna fare delle esperienze differenti per capire meglio le cose. Voglio ringraziare il regista, tutti gli attori e soprattutto Silvio che è una persona speciale del quale mi sto innamorando. E’ un bravo ragazzo, pieno d’entusiasmo. Però vorrei sfatare che non esiste alcuna scena di sesso sfrenato, lo dicono per “acchiappare il pubblico”ma non c’è nulla, io non mi spogliavo neanche, stavamo in costume da bagno”.
E per concludere lo scettro passa al produttore, simpatico e dalla dialettica accattivante Aurelio De Laurentis esordisce con sicurezza e chiarezza: “Innanzi tutto questo film ha una tesi di speranza e la speranza si basa sulla ciclicità perché la vita scorre. Chi si ferma è perduto, il che non vuol dire che uno debba vivere la vita distrattamente. Forse noi che facciamo cinema ci imponiamo un po’ d’essere attori più che spettatori, con tutto il rispetto che poi abbiamo per gli spettatori. Un film sull’amore è sempre importante, perché anche se la commedia classica all’italiana vuole che si parli dei costumi sbagliati che ci riguardano con ironia ed ognuno non si riconosce mai, perché la critica e soprattutto l’autocritica è difficile da accettare, però è importante fare questi film per lo meno lasciano al pubblico la possibilità di riflettere.
Con queste parole, che spingono alla riflessione si congeda la troupe del “Manuale D’amore” dandoci appuntamento dal 18 marzo al cinema.

Angela Platania








