
Servizio e foto: Angela Platania e Valdina Calzona
La combriccola del “Festivalbar” sbarca a Catania negli ultimi due giorni di giugno, richiamando come una carovana circense il pubblico da ogni parte della Sicilia. L’anteprima vera e propria è stata data da Biagio Antonacci e Dolores O’Riordan, che hanno registrato la sera precedente (il 28) con pochissimo pubblico, probabilmente perché la notizia non era trapelata (oppure perché tutte le strade adiacenti a Piazza Duomo erano bloccate) tanto che neppure l’ufficio stampa, aveva avvisato gli accreditati, fatta eccezione per il “quotidiano” catanese, come se in Sicilia esistesse solo una fonte d’informazione, credendo erroneamente che un cittadino lo legga di certo
Sorvolando sull’ennesima diatriba fra l’ufficio stampa e la stampa, non
ci resta che convogliare l’attenzione verso il Festivalbar: manifestazione che in passato ha visto momenti migliori di quelli odierni. Pur volendo essere solidali con questa kermesse canora, annotiamo alcune discrepanze nell’organizzazione e in base a questo comprendiamo perché la manifestazione creata dal buon Vittorio Salvetti, ora capitanata dal figlio Andrea, sia andata negli anni a perdere consistenza. Oggi, la musica al festivalbar è di contorno, la cosa fondamentale è la ripresa televisiva e la manipolazione (soprattutto sugli artisti) delle case discografiche, questo fa si che si confezioni un prodotto insipido e prevedibile.CONTINUA

Angela Platania








