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Inediti di Francesco De Gregori a Taormina e Palermo

comunicato stampa

“La donna cannone” eseguita al piano, delicata e struggente, “Buonanotte fiorellino” in versione pop e “L’agnello di Dio” addirittura a ritmo rock. Francesco De Gregori si reinventa ad ogni concerto, offrendo di volta in volta nuove emozioni anche ai più affezionati conoscitori della sua musica. Sull’onda dell’ultima, splendida, tripla antologia “Tra un manifesto e uno specchio”, arriva anche in Sicilia il concerto del cantautore romano che si esibirà martedì 4 settembre al Teatro Antico di Taormina e il giorno successivo al Teatro di Verdura di Palermo. Per la tappa taorminese i biglietti costano 46 - 40,30 e 25,40 euro, a seconda della posizione, mentre per Palermo si potranno acquistare a 58,50 - 46 e 29 euro, sempre comprensivi dei diritti di prevendita.

Francesco De Gregori seguendo la propria via e il proprio respiro artistico, rappresenta la canzone d’autore italiana ai suoi più alti livelli. Artista dalla carriera trentacinquennale, dagli anni ‘70 in poi ha retto l’urto del tempo sapendosi mettere in gioco, disco dopo disco: rinnovandosi costantemente, senza mai perdere il proprio stile. Tanto che al pari di pochi, pochissimi altri, ha via via assunto la statura di classico, del modello di riferimento per le generazioni che a lui sono seguite. Cresciuto sulle orme di Dylan piuttosto che Cohen o De Andrè, allevato al leggendario Folkstudio, la stessa fucina di Venditti, Pietrangeli o Locasciulli, sin dal suo primo disco, lo storico “Theorius Campus” del 1972, ha saputo inventare, con uno stile sobrio eppure ricco di angoli, emozioni, sfaccettature e fantasia, una canzone italiana capace di aprirsi a quanto avveniva fuori dai propri confini senza per questo svilirsi alla pura e banale ripetizione di canoni esterefoli. Trovando nel rock, nel folk e nel pop anglofono uncini e raccordi in grado di rinnovarla. Per poi scavare nelle radici popolari della stessa tradizione italiana e raccontarla rendendola comprensibile e affascinante anche al grande pubblico. Le canzoni più famose e amate fanno tutte parte dell’antologia: oltre alla celebre Diamante (pezzo scritto per Zucchero e incluso nel suo album Oro, incenso e birra), un demo del 1979 di Mannaggia alla musica, scritta originariamente per Ron e già presente in versione live nell’album Bootleg, e il b-side del singolo Viva l’Italia, la celebre Banana Republic, cantata senza Lucio Dalla.

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