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Adriana Spuria Non Credo

il nuovo singolo di Adriana Spuria tratto dal nuovo album il mio modo di dirti le cose

Il fascino dell’aver portato un brano, nato dall’ispirazione swing jazz degli anni 40, in un mondo cantautorale rock indie lento, dona alla canzone un quid unico ed intenso.
Ipnotico e fortemente viscerale soprattutto nel ritornello, dove la sensazione che la frase “Non credo che ritornerai da me” appare come un’invocazione disperata al ritorno…

Il videoclip del brano Non credo vede la partecipazione di Sarah Nile, provocante ed enigmatica protagonista del Grande Fratello 10. E’ un video glamour, con vari cambi di set, che narra a immagini le emozioni della fine di una storia d’amore in cui l’interpretazione lascia spazio alla fantasia; la possibile fine di una storia tra due donne è trattata con la massima raffinatezza e con estrema normalità, semplicemente con l’outing delle sensazioni ed emozioni della perdita e la vittoria finale su tutto questo, senza esasperazioni e senza porre l’accento sulla diversità.

Vincono le immagini fascinose ed espressive e la location dell’Art Hotel Atelier di Fiumara d’Arte (www.ateliersulmare.it), attrazione internazionale, dove ogni camera è stata progettata da un artista contemporaneo di fama mondiale.
Un misto tra arte, bellezza e sensualità che coronano un brano dalle tinte forti

BIOGRAFIA ADRIANA SPURIA

Adriana Spuria cantautrice siciliana comincia a cantare e a scrivere canzoni all’eta’ di 17 anni. Con varie formazioni suona in giro per l’Italia (Milano, Bologna, Roma) spaziando tra cover jazz, folk, blues, rock, pop.

Negli anni 90 lavora sia come autrice melodista che come vocalist per progetti house e dance. Contemporaneamente svolge molti concerti acustici -chitarra e voce- dove prevalentemente suona, oltre le covers anche i suoi brani di allora, tutti in lingua inglese ma soprattutto con un sound ed una costruzione lontani dalla melodia italiana tipica di quel momento. A fine anni novanta, nel 1997 vince una borsa di studio indetta dalla Siae per accedere al Cet (la scuola fondata da Mogol) al corso compositori; qui apprende una serie di parametri che caratterizzano il pop italiano ed internazionale di quegli anni. Comincia a scrivere canzoni con testi in italiano.

Sempre in quell’anno firma un contratto di edizioni con la Kromaki Music di Radio Montecarlo e 105 ,e continua l’attività live in giro per l’Italia.
L’interpretazione e il lavoro sul colore della voce diventano un obbligato, rispetto al tecnicismo che imperversa e che spesso accosta il canto ad una gara di atletica leggera, mentre il canto come una qualunque altra forma d’arte è, per Adriana, innanzitutto un esperienza spirituale interiore molto forte, fosse anche solo gioia pura…

Nel 2005 Adriana decide di aprire un suo marchio di autoproduzione e comincia l’avventura di produttrice di se stessa sviluppando un progetto acustico che si chiama La Fabbrica dei Sogni che riprende un brano di sua composizione inedito e che dà il nome al suo marchio di produzione appunto La Fabbrika.
L’ep inedito di 5 brani in acustico non esce mai, nemmeno per pochi amici, perché ritenuto dall’artista poco attinente con il sound che intende trarne fuori…così decide di rinviare il progetto (rock) a un momento futuro. Adriana decide così di riportare alla luce la canzone pop jazz degli anni 70 del periodo di Mina e comincia a muoversi in quella direzione mantenendo influssi folk e rock.

Decide di fare un album con sonorità retrò che riprendono gli anni 50 ma con un tocco indie e moderno, un mix tra la melodia degli anni trenta insieme ad un tocco di british pop alla Portished e Morcheeba con un tocco di Carol King. Un trionfo insomma della musica e basta e del piacere di suonarla e farla! E grazie ad una nenia quasi giornaliera (sua madre che mentre cucina canta Un colpo al cuore) di Mina facendone già di suo una versione jazz… Adriana trae lo spunto per reinterpretare il brano su una base elettronica -elettrica soft e raffinata- con una melodia un po’ cambiata ma molto personale ed elegante… Un album insomma che ha la pretesa di poter aprire delle porte, quelle dell’onesta artistica e dell’eleganza creativa, realizzato da indie con un budget cospicuo ma certo non da major. Questo è il percorso che ha segnato la realizzazione (in due anni dal 2008) dell’album IL MIO MODO DI DIRTI LE COSE.

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