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Amos Gitai

Da oltre 20 anni Amos Gitai ha portato sul grande schermo storie della guerra tra Palestina e Israele.

Nato ad Haifa nel 1950, Amos Gitai si laurea in architettura all’Israel Institute of Technology e consegue successivamente il Ph.D a Berkeley.
Nel 1977 inizia a lavorare per la televisione israeliana per la quale realizza numerosi documentari.
Nel 1982 si trasferisce a Parigi in seguito alla censura di Bait (1980), un film- documentario realizzato per la TV israeliana che viene presentato al Festival Cannes nel 1982 in occasione della “Giornata sulla libertà di espressione” e di American Mythologies (1981).
Da Parigi Gitai continua a raccontare l’Israele di oggi e denunciare il potere distruttivo dell’estremismo religioso nel suo paese. Temi costanti dei sui film da Golem (1991) a Devarim (1995) da Kadosh (1999) a Kippur (2000) sono l’esilio, la migrazione e l’identità.
Gitai predilige una struttura narrativa di tipo documentaristico, si limita a fotografare ciò che l’occhio percepisce senza aggiungere niente all’umanità perduta che popola le sue storie. Non rinuncia tuttavia a mettere in luce le pulsioni incontrollate, la disperazione, lo smarrimento e la forza dei ricordi dei protagonisti dei suoi film.
L’ultimo lungometraggio Kippur è un reportage della guerra dei sei giorni tra Siria-Egitto e Israele. Più che una riflessione sulla guerra è un film dentro la guerra, sulla disperazione e lo smarrimento causati dalla guerra. La macchina da presa è addosso ai protagonisti con l’obiettivo di riprendere da vicino i corpi feriti come a dilatare al massimo il dolore, l’agonia, la paura della morte e con l’obiettivo di condurre lo spettatore dentro il conflitto.
In occasione della 58° edizione del Festival di Venezia Amos Gitai presenterà Eden, tratto da un romanzo di Arthur Miller, con Samantha Norton, Danny Huston e lo stesso Miller nel ruolo del padre della protagonista.

Nel 2003 esce Alila, basato sul romanzo “Ripristinando antichi amori” dello scrittore israeliano Yehoshua Kenaz. I protagonisti sono gli abitanti di un condominio situato tra Tel Aviv e Jaffa: Eyali, un ragazzo di diciotto anni che ha scelto di andare nelle unità speciali dell’esercito israeliano e poi decide di disertare, il vecchio Schwartz, Aviram e il suo cane, una poliziotta un pò folle, Gabi e il suo amante Hezi. Li unisce il desiderio di un’esistenza normale, lontana dai conflitti e dalle tensioni.

Nel 2004 esce Promised Land,   la storia di un gruppo di donne dell’Europa vendute all’asta come bestiame in Israele da Anna, trafficante di schiave bianche. Le vittime sono destinate ad essere vessate, percosse e stuprate. Non avranno altra scelta, che fare ciò che è stato loro ordinato da Anna nell’appartato Hostess Club. L’arrivo di una giovane turista, Rose, offre loro un spiraglio di speranza in questa lenta discesa verso l’inferno.