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El Abrazo partido (L'abbraccio perduto)

Premiato con l'Orso d'Argento al Festival di Berlino, "El Abrazo partido" riflettere sul cammino che porta alla costruzione di uniidentità a partire da piccoli aneddoti, tragedie ed eventi comici, oltre che su verità e bugie.

El Abrazo partido - la storia

“Ho questa unica immagine di mio padre. E’ un video fatto in casa, ma si vede abbastanza bene. Sta insieme allo zio Eduardo, dietro al rabbino. Mi circoncidono con allegria e orgoglio. L’audio non è molto buono, però si sente il mio pianto, tra le urla degli invitati. Il giorno dopo papà se ne è andato in Israele, a combattere in una guerra. La guerra poi è finita, ma lui non è tornato. Arrivano alcune lettere, e a volte chiama. A mia madre tutto questo sembra normale e per mio fratello, Joseph, la cosa non merita alcun commento. Io non li capisco. Uno non va a tagliare il pene ai figli per poi sparire per vent’anni, così come se niente fosse. Non è giusto. Io lavoro con mia madre in una galleria del quartiere di Once. La galleria è il mio universo, un universo in estinzione. La mamma ha un negozio di biancheria intima femminile. Lavoro con lei, immaginando i corpi nudi delle donne che vengono a comprare minuscoli capi di vestiario. Mio fratello Joseph lavora in un negozio giù in fondo, vende e compra cose. Di fronte si trova il negozio di Osvaldo, che è in vendita, e più in là ci sono i coreani e il negozio della famiglia Saligani, che riparano le radio, e si urlano in italiano. Per fortuna c’è anche il negozio di Rita, che è come una fidanzata, più o meno. I negozi cambiano genere di commercio. I miei amici diventano persone diverse. Alcuni si sposano, altri si trasformano, e la maggior parte cerca la salvezza di un passaporto europeo. Aaron è già francese, Pedro spagnolo e io sarò presto un uomo polacco. EL ABRAZO PARTIDO è la storia di un rincontro tra un padre e un figlio. E’ la ricerca di un passato che ci giustifichi, il ritratto di un abbraccio ritardato.”

Daniel Burman è nato a Buenos Aires, Argentina, nel 1973.
E’ regista e produttore. Ha studiato produzione di mezzi audiovisivi all’Istituto di tecnologia ORT II, e anche scienze giuridiche all’Università di Buenos Aires.
Il suo lavoro di regista ha avuto inizio nel 1993 con il documentario “En que estaciòn estamos?” (’In che stazione ci troviamo?’), che ha ricevuto la Menzione d’onore dell’UNESCO. Dal 1992 alterna il suo lavoro di regista con la produzione di film. Nel 1994, la sua sceneggiatura “Niños envueltos” ha vinto il concorso nazionale di cortometraggi dell’Istituto Nazionale di Cinema ed Arti Audiovisive (INCAA) realizzato nel 1995 come parte di un lungometraggio ad episodi dal titolo “Historias Breves” (’Brevi Storie’). Lo stesso anno, ha fondato BD CINE, la sua società di produzione, e ha prodotto il suo primo lungometraggio come regista: “Un crisantemo estalla en Cincoesquinas” (’Un crisantemo scoppia a Cincoesquinas’). Nel 1999 è produttore esecutivo del film “Garage Olimpo” e ha girato il suo secondo film, “Aspettando il Messia”, sviluppato con il supporto del Sundance Institute e del Fond Sud Cinéma. Il film, presentato al Festival di Venezia nel 2000, ha vinto il premio come Miglior Film all’Havana Film Festival del 2000, il premio della Critica al Festival di Valladolid (2000) ed il Premio del Pubblico al Festival di Biarritz (2000).
Todas las azafatas van al cielo”, il film successivo, ha vinto il premio come Migliore Sceneggiatura al concorso Sundance-NHK, il premio per il Miglior Film ai festival di Festroia e di Santa Barbara ed è stato presentato al Festival di Berlino del 2002.
Nel 2002, Daniel Burman ha co-prodotto il film di Walter Salles “Diarios de motocicleta” **.
Il suo quarto film, “El Abrazo partido”, è stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2004 dove ha vinto l’Orso d’Argento-Gran Premio della Giuria per il Miglior Film e l’Orso d’Argento per il Migliore Attore a Daniel Hendler.