“Il te nel deserto” è una splendida pellicola del 1990 diretta magistralmente da Bernardo Bertolucci(1941). Il regista italiano ha esordito nel 1956 con il cortometraggio “La teleferica” e nel lungometraggio nel 1962 con “La comare secca”. La sua filmografia consta di 22 film, ricordiamo: “Prima della rivoluzione”, “Partner”, “Ultimo tango a Parigi”, “Novecento”, “La tragedia di un uomo ridicolo”, “L’ultimo imperatore”, “Piccolo Buddha”, “Io ballo da sola”, “The Dreamers”.
Titolo originale: “The Sheltering Sky”. Il film è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Paul Bowles. Il film ha vinto ai Golden Globe 1991 il premio per la Migliore colonna sonora originale e al BAFTA il premio alla Migliore Fotografia(a Vittorio Storaro). Il film è ambientato nell’Africa del Nord del 1947.
Protagonisti tre viaggiatori e non turisti come specificherà Kit Moresby(interpretata da Debra Winger) all’amico George Tunner(interpretato da Cambell Scott):
“Tunner, noi non siamo turisti, siamo viaggiatori”
“Ah, che differenza c’è?”
“Un turista è quello che pensa al ritorno a casa fin dal momento che arriva”
“Laddove un viaggiatore può anche non tornare affatto”.
Kit è sposata da dieci anni con Port Moresby(interpretato da John Malkovich). I due vivono un rapporto di coppia inconsueto, in differita, quasi del tutto assente. Ognuno vive per se stesso con la propria arte. Kit è una scrittrice mentre Port è un compositore. Port ama viaggiare senza meta e senza data.
Tunner si è autoinvitato e Port farà di tutto per allontanarlo dalla moglie perché tra i due vede un qualche interesse. Ma Port è il primo a non rispettare la moglie. Nella prima notte sbarcati in Marocco dopo il viaggio in nave, esce da solo, e si fa trascinare nella tenda di una prostituta.
Molto interessante nel film la visione della popolazione tuareg, un po’ distorta in quanto la popolazione è monogama mentre nel film viene rappresentata diversamente.
Nel cast: John Malkovich, Debra Winger, Campbell Scott, Jill Bennett, Paul Bowels, Nicoletta Braschi.
Durata 132 minuti. La sceneggiatura è stata scritta dal regista e da Mark Peploe. Prodotto da Jeremy Thomas. La colonna sonora è trascinante ed in modo ossessivo ripetitiva, particolarmente splendida; curata da Ryuichi Sakamoto e Richard Horowitz.
Trailer:
Colonna sonora Ryuichi Sakamoto:

Alessia Mocci








