Questo sito contribuisce alla audience di

Fabrizio Marrocu e l’Improvvision

Il regista ci ha gentilmente spiegato qualcosa sull’ “Improvvision”: “Improvvision è un metodo di lavoro in cui l'improvvisazione costituisce il fulcro centrale attorno a cui ruota tutto il sistema-film.

fabrizio marrocu Il neo regista Fabrizio Marrocu (1983) è un eccellente esempio di immaginazione e tecnica in minuzioso equilibrio. La sua filmografia comprende “Paolo” del 2008, “Ermanno” ed “Arturo” del 2009 ed “Uncle Bubbles” del 2010, presentato recentemente alla sesta edizione del “Settembre dei Poeti” a Seneghe.

Di origine sarda, si è laureato alla facoltà di Lettere e Filosofia, dipartimento di Musica e Spettacolo indirizzo Cinema al DAMS di Bologna nel 2007. La tesi di laurea, “Lo specifico digitale in Inland Empire di David Lynch”, anticipava decisamente la passione del regista per la “ricerca altra”.

La tematica della tesi era, infatti, l’estetica del cinema digitale low fi, con analisi dei percorsi possibili per un’emancipazione delle forme e dei metodi realizzativi del cinema digitale a basso budget, metodi del cinema digitale contrapposti a quelli del cinema classico ed individuazione di un suo specifico in termini di linguaggio e di estetica dell’immagine.

Dal 2008 intraprende un percorso di ricerca sulla creazione filmica avente come perno centrale i principi dell’improvvisazione attoriale e del controllo degli elementi caotici della realtà in rapporto a percorsi narrativi semi-prestabiliti. Assieme all’amico e collaboratore Flavio Picciau inventa un metodo di lavoro che chiama “Improvvision”.

Il regista Fabrizio Marrocu ci ha gentilmente spiegato qualcosa sull’ “Improvvision”:

Improvvision è un metodo di lavoro in cui l’improvvisazione costituisce il fulcro centrale attorno a cui ruota tutto il sistema-film. Viene contemplato l’uso di un canovaccio narrativo che assume la valenza di una “sceneggiatura liquida”, che non contiene dialoghi, ma che indica soltanto le situazioni e descrive le atmosfere emotive.

A monte di tale canovaccio vengono definiti i personaggi nel loro carattere e nelle loro attitudini e gli stessi vengono poi messi al centro dell’azione con l’obiettivo di districarvisi nell’ottica del raggiungimento di punti di raccordo stabiliti e utili all’avanzamento della narrazione. Ogni pezzo che compone il film diventa così ridiscutibile, confutabile e modificabile a seconda delle esigenze.

Vengono contemplate in maniera cosciente la casualità, e l’evento o la scelta estemporanea, come fattori possibili e talvolta necessari alla composizione dell’effetto drammatico. Le possibilità di effettuare modifiche in corso d’opera aumentano esponenzialmente e tutti i soggetti coinvolti nell’atto filmico possono prendere parte al processo di conduzione della storia.

Questo metodo di lavoro conferisce al prodotto audiovisivo una natura plasmabile sia al momento della ripresa che al montaggio, poiché permette di non sacrificare la natura emozionale del lavoro a causa di imprevisti, ma di sfruttare gli stessi come parti integranti della progressione narrativa.”

TrailerUncle Bubbles” (per le altre opere clicca QUI):

La locandina di “Uncle Bubbles” è stata realizzata da Carlo Giambarresi (per info clicca QUI):

Uncle Bubbles, locandina ad opera di Carlo Giambarresi
Uncle Bubbles, locandina ad opera di Carlo Giambarresi