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LA CURA PRANICA

Concetti condivisi e condivisibili, sino a che si descrive l'ottimale rapporto tra individuo ed energia vitale, tra corpo fisico e spirito ...

Peccato per la presunzione che fa dire, a chi si occupa di Pranoterapia: “questa energia può essere gestita. E’ quello che fa il pranoterapeuta”. Scivolando nel controsenso con il postulato che lenire un sintomo non significa prevenirlo.
Infatti, se si demanda al “tocco” del pranoterapeuta la scomparsa del sintomo (tale e quale all’assunzione della tanto biasimata aspirina!!) e non si risale alla causa che l’ha generato, come giustamente sostengono anche i pranoterapeuti, esso si manifesterà di nuovo, anche con intensità maggiore del primo.
La fondamentale differenza tra Pranoterapia e ReiKi, pur applicandosi entrambe attraverso l’imposizione delle mani, é che con la prano HO BISOGNO DI UN TERAPEUTA CHE SI OCCUPI di me, di miei dolori e dei miei sintomi, ovvero continuo a demandare la mia guarigione ad altri.
Con ReiKi scompare la figura del paziente; INIZIO AD OCCUPARMI DI ME, lenendo i miei dolori fisici e cominciando a capire perchè mi si sono presentati, rendendoli così, FINALMENTE, inutili perchè ho compreso il loro messaggio.

P.S. nessuno (io compresa !) può sostenere che la strada di REIKI sia la PIU’ FACILE.

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