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leggi per regolamentare la NATUROPATIA

Aggiornamento sulle leggi regionali attualmente deliberate.

(ANSA) - ROMA, 27 GEN - Torna in ‘pista’ alla Camera il testo di legge per la disciplina delle medicine non convenzionali. Nella seduta di oggi pomeriggio la Commissione Affari Sociali di Montecitorio ha infatti adottato per il seguito dell’ esame un nuovo testo base proposto dal relatore, Francesco Paolo Lucchese (UDC), e ha fissato il termine per la presentazione degli emendamenti al prossimo 10 febbraio.

A fine febbraio, in tempo per la campagna elettorale regionale, la regione EMILIA ROMAGNA ha deliberato in merito alla figura di naturopata.

Purtroppo non si comprende ancora bene il tipo di “sanatoria” che spetterà a chi opera onestamente e professionalmente da anni.

Infatti il testo recita:


Art. 1
Finalità 1. La presente legge ha lo scopo di riconoscere ed istituire la figura dell’Operatore professionale naturopata del benessere (di seguito indicato come ‘naturopata’) al fine di garantire all’operatore una qualifica per le prestazioni o servizi che ne derivano ed al cittadino la garanzia di una qualificata professionalità dell’operatore stesso.


Art. 2


Definizione e principi

1. Per naturopatia si intende l’insieme di metodi naturali per garantire e migliorare la qualità della vita.

2. II naturopata è un operatore non sanitario del benessere che realizza pratiche che stimolano le risorse naturali dell’individuo e sono mirate al benessere, alla difesa ed al ripristino delle migliori condizioni della persona, alla rimozione degli stati di disagio psicofisico e, quindi, volte a generare una migliore qualità della vita.

3. Il naturopata opera nei seguenti ambiti:

a) educativo: educare le persone a conoscere e gestire il proprio equilibrio psicofisico indicando i comportamenti più idonei da seguire;

b) preventivo: riconoscere in stili di vita inadeguati e patogeni la causa sempre più frequente di un peggioramento della qualità della vita ed insegnare ai clienti stili di vita e metodiche per il recupero ed il mantenimento di condizioni di benessere;

c) assistenziale: aiutare il cliente a riconoscere propri eventuali squilibri psico-fisico-emotivi o predisposizioni ad essi e proporre metodiche dolci per favorire il ripristino dell’equilibrio e del benessere secondo una visione olistica della persona.


Art. 3


Profilo professionale e competenze

1. Il naturopata è in possesso di un diploma conseguito, presso un istituto pubblico o privato accreditato, al termine di un percorso formativo triennale di 1200 ore, di cui 200 di pratica, dopo il superamento di verifiche annuali e di un esame finale con discussione di una tesi e conseguente valutazione di merito.

Già qua, per chi opera da decenni nel settore, mai regolamentato, avendo acquisito esperienza e capacità notevoli, si aprono alcuni interrogativi: come far valere tutto il lavoro svolto prima che si decidessero a ricnoscere l’esistenza di questa figura?

L’unico accenno si trova all’Art.4, quando si legge:

2. L’individuazione dei requisiti di accesso ai percorsi per naturopata e l’eventuale riconoscimento di crediti formativi per la riduzione della durata dei percorsi si effettua in coerenza con quanto previsto dalla legge regionale 30 giugno 2003, n. 12 (Norme per l’uguaglianza delle opportunità di accesso al sapere, per ognuno e per tutto l’arco della vita, attraverso il rafforzamento dell’istruzione e della formazione professionale, anche in integrazione tra loro) e successivi provvedimenti di attuazione in merito a figure professionali, qualifica e standard formativi.

All’articolo 5, invece, si legge che viene isituito il


Art. 5
Istituzione del Comitato regionale per la naturopatia

1. E’ istituito il Comitato regionale per la naturopatia (di seguito ‘Comitato’) con finalità di consulenza per la Giunta regionale sull’attuazione della presente legge.

2. Il Comitato è composto da: a) un rappresentante dell’Assessorato con competenza alla formazione; b) un rappresentante dell’Assessorato competente alla sanità; c) un rappresentante dell’Associazione dei consumatori; d) un esperto, nominato dalla Regione, per ognuno degli indirizzi indicati al comma 3 dell’articolo 4.

3. Il Comitato ha i seguenti compiti:

a) valutare la validità delle discipline esistenti e di quelle emergenti da inserire nell’iter formativo;

b) stabilire i criteri per l’accreditamento delle scuole che vogliono essere riconosciute dalla Regione;

c) stabilire i criteri per il riconoscimento dei naturopati che abbiano conseguito il diploma in altre Regioni o Paesi, ed il riconoscimento degli operatori che siano in possesso di adeguate esperienze per svolgere le pratiche di cui all’articolo 3;

d) valutare la struttura organizzativa, finanziaria e l’iter formativo delle scuole che chiedono l’accreditamento;

e) attuare un costante monitoraggio sulle associazioni o istituti accreditati alla formazione, affinché vengano rispettate le indicazioni specifiche;

f) istituire il registro regionale degli istituti di formazione;

g) istituire il registro, suddiviso in elenchi di specializzazione, degli Operatori professionali naturopati del benessere.

Se ne evince, quindi, che è necessario rivolgersi a questo comitato.

Appena lo avremo individuato ve ne daremo buona nota!