E’ sempre un piacere ricevere commenti, considerazioni, critiche anche, perchè significa che c’è voglia di capire e di condividere la propria esperienza con gli altri.
A volte sembra, in prima lettura (e non è il caso che riporto qui, ora) che ci sia aggressività e distruttività più che voglia di condividere.
Ma se andiamo a leggere e ascoltiamo quello che emerge, c’è sempre, assolutamente, la voglia di comunicare.
Per questo fa piacere avviare discorsi con gli utenti!
Scusa,
Non c’è bisogno che ti scusi, il tuo parere è ben accetto come quello di tutti,
nessuno escluso!
ma chissa’ perche’ il mio impegno non va di pari passo con
la disponibilita’ economica.
E’ una domanda che ci poniamo spesso in molti; credo che la risposta sia
soggettiva perchè dipende da come ciascuno di noi si pone nei confronti del
denaro.
Si tratta di convinzioni e, anche se sembra troppo facile per essere vero, le
convinzioni - anche quelle più radicate - possono essere cambiate.
C’è un libro intereressante, al riguardo, che colgo l’occasione per segnalare a
te e ai nostri lettori: di Robert Kiyosaki “Padre
Ricco, Padre Povero - quello che i ricchi insegnano ai
figli sul denaro“.
..ed il dover fare i conti con i mutui, le bollette, i costi delle scuole dei figli e tutto il resto.Scusa, non condivido ma non
venitemi a dire che e’ un metro” per misurare quanto impegno si è disposti a mettere in questa preparazione.
so che a tante persone non piace, e rispetto questa opinione pur sapendo che,
senza disturbare antichi saggi greci e cinesi, ciò che viene offerto a poco sarà
trattato per poco. Tranne, ovviamente, per i regali che portano a casa i bambini da scuola; quei pezzi di cartoncino colorato, a volte incollato anche malamente, hanno un valore di pochi centesimi materialmente ma, intrinsecamente, sono tra le cose più preziose del mondo!
Non trovi che già questo argomento faccia emergere come sia soggettivo il valore delle cose e, anche, del denaro?
Questo e’ un paravento per chi di Reiki ha fatto la sua
professione…mi viene da ridere.
un paravento? vuoi dire che tutti coloro che praticano o insegnano Reiki hanno
qualcosa da nascondere e per questo hanno fatto di ReiKi la loro professione?
Sono abituata, e ne sono felice, a rispettare qualsiasi persona svolga un
lavoro.
per me lo stradino, la stiratrice, la manager e lo psicologo hanno diritto alla
stessa dignità e allo stesso rispetto.
Forse conoscendo meglio in cosa consiste il lavoro che un maestro di ReiKi
svolge potresti cambiare idea e cominciare a pensare che sia, come il tuo, un
lavoro ricco di difficoltà e che richieda molto impegno a fronte di incerti e
molto spesso scarni guadagni.
Un bell’esamino di coscienza, magari…
questo non fa mai male!
è consigliabile a tutti, belli e brutti :-))))
L’Energia dovrebbe essere accessibile a tutti, o no?
l’energia è accessibile a tutti, così credo anch’io.
non tutti sanno come attingere a essa, costantemente e consapevolmente.
per imparare a farlo ci sono numerosi sistemi; a mio parere ReiKi è tra i
migliori in qualità e velocità d’azione.
Impegno o non impegno? Spetta alla persona decidere come,
quando, perche’ usarla o non usarla…
per imparare a farlo occorre impegno; per fare un esempio noto a tutti, le
tabelline sono costate un sacco di impegno a ciascuno di noi, per essere
imparate (e chi ha messo più impegno, usando magari anche il metodo migliore per
sè, anche in età avanzata le ricorda tutte mentre, non ci crederai ma è facile
fare la prova, sono in tanti a non saper rispondere a bruciapelo “cosa fa 9×7″)
ReiKi non è energia, però.
forse è questo equivoco che non ti fa vedere bene la professione.
Non facciamo tutti parte dello stesso disegno?
Non so di cosa parli; cosa intendi per disegno?
Ma siamo sempre li…io che faccio straordinari su
straordinari da usare x pagare i conti,
C’è chi è attaccato alle abitudini ma un giorno trova il coraggio di cambiare
quello che non gli va; c’è chi vuole condividere il cambiamento con gli altri e
c’è chi dà la colpa agli altri per quello che non gli piace.
tu dove preferisci collocarti?
saro’ sempre svantaggiata nel mio percorso,
sempre, vuoi dire “per sempre”, cioè fino a che non morrai?
qual’è il tuo percorso? se è un percorso svantaggiato prova a guardare in altre
direzioni, prova ad alzare il capo e cercare un altro modo per avanzare nel tuo
cammino.
una volta, dopo aver fatto lo stesso sentiero per parecchie settimane, in
montagna, nel bosco, mi sono fermata davanti all’inizio della terribile salita
che, ogni volta, finiva per rovinarmi tutta la passeggiata perchè era davvero
una salita ripidissima e lunga!
però era la strada indicata dal cartellino CAI, perciò sino a quel momento avevo
chinato il capo, stretti i denti e come un mulo salito l’impervio sentiero.
quella volta, però, mi sono fermata, ho alzato la testa è ho sentito una voce
dentro che diceva:
“ah! oggi, perbacco, non farò tutta quella fatica!!! deve esserci una via
più semplice, magari più lunga, ma meno sfiancante”.
ma non la trovai, girai attorno alla salita e tornai a casa, incavolatissima.
senza aspettare la settimana successiva per il solito giro, però, il giorno
dopo tornai all’attacco.
avvicinandomi al luogo della sfida :-) osservai ogni dettaglio: le pendici delle
colline adiacenti, ogni sfumatura che potesse farmi capire che ci fosse la
possibilità di salire senza diventare una capra di montagna…
ero talmente determinata, nella mia mente c’era solo l’idea di salire
agevolmente alla vetta: arrivata al solito punto, l’inizio della salita,
guardandomi attorno scorsi una specie di spazio, tra i rami di due piante molto
vicine.
mi avvicinai senza emozioni, guardai e valutai che non andava bene; il piccolo
passaggio pareva essere uno di quelli usati di solito dagli animali selvatici,
forse cinghiali.
era stretto, poco sicuro e andava nella direzione opposta a quella che
ritenevo opportuna per la salita.
cominciavo a innervosirmi, non avrei accettato nè di tornare a casa senza
essere salita nè, men che meno, di salire per quella via che ormai nella mia
mente era diventata un enorme drago da sconfiggere!
così, estremamente determinata, tornai a sbirciare quel pertugio tra le due
piante che avevo scartato precedentemente, e mi dissi: ora vado a vedere!
se non va bene posso sempre tornare sui miei passi, ma non posso certo restare
qui ad aspettare … aspettare cosa?
io voglio salire, voglio farlo nel modo meno faticoso possibile e voglio farlo
adesso!
quando dicono che avere l’obiettivo chiaro è IL punto di partenza per ogni
azione di successo credo abbiano proprio ragione!
mi infilai tra i rami, con passo deciso ma circospetto avanzai alcune decine
di metri, sembrava andare tutto per il peggio perchè, se hai presente dove
riescono a passare i cinghiali… sono viottoli strettissimi e spesso a
precipizio!
poi, dopo un passaggio un po’ complicato tra alcune rampicanti fitte fitte…
sbucai in un campo!
sì, un campo lavorato, con il suo bel sentiero che lo percorreva su parte del
perimetro.
un campo di quelli che in collina ti accorgi che sono in pendenza perchè, nel
periodo dell’aratura, da lontano vedi i trattori percorrerli quasi in barba alla
forza di gravità!
insomma, andai lungo il sentiero di lavoro del campo, nella direzione che
ritenevo giusta per la mia meta, salii molto dolcemente e giunsi in un
successivo spiazzo.
lì sorgeva una baracca, di quelle che vengono approntate per gli attrezzi dai
lavoratori dei fondi agricoli.
un panorama aperto su un lato, mentre sull’altro la collina che saliva.
un gregge di pecore, un cane che sembrava lui stesso una pecora svolgeva il
suo lavoro con abilità, inducendo alcuni agnelli a rientra nel gregge.
una stradina, un sentiero ancora si dipanava dallo spiazzo… la faccio
breve: giunsi, ebbene sì! giunsi in cima alla collina senza seguire il sentiero
segnalato, quello ripidissimo, mettendoci una mezz’ora in più, neanche, e
gustandomi incontri e panorami non possibili per l’altra via!
rispetto a chi questi problemi non ha,
una delle cose che mi colpì di più, durante già il mio primo livello, fu il
fatto di non sentire più che SOLO IO avevo problemi, SOLO IO incontravo ostacoli
nella mia vita, SOLO IO non mi sentivo pienamente amata o inadeguata.
scoprii che era un sentimento comune, condiviso; chi lo aveva più presente e chi
no.
è una dote umana, quella di credere che i propri problemi siano solo propri e
che gli altri, perchè non hanno i nostri problemi, non ne hanno in assoluto
oppure ne hanno di meno peggio.
si può uscire anche da queste convinzioni!
e scusatemi se ho scelto di fare il mutuo per la casa, non
per diventare Master…
sono due cose diverse, ovviamente; non credere che diventare ReiKi Master sia
una scelta più facile.
è una scelta diversa.
non tutti devono fare il mutuo per acquistare la casa, c’è chi sceglie di pagare
salatissimi affitti piuttosto che salate rate di mutuo.
non tutti devono diventare insegnanti di ReiKi; c’è chi seglie di non conoscere
mai ReiKi, chi di usare gli strumenti del 1°livello per tutta la vita.
le scelte non sono mai giuste o sbagliate, sono.
siamo noi che diamo a loro significati diversi a seconda di quello che ci
aspettiamo.
se mettiamo in sintonia le nostre scelte con le nostre aspettative è possibile
che anche il nostro grado di soddisfazione entri in sintonia con l’essere più
contenti!
E vi garantisco che il mio impegno, nella mia crescita
energetica, c’e',ma e’ frenato dal valore economico…anzi, dai paraventi…
non ho dubbi sul tuo impegno!
lo so bene che a volte ci impegniamo moltissimo in modo non produttivo per le
nostre necessità!
Scusa lo sfogo, non ce l’ho con te personalmente ma con
questo modo di vedere le cose.
come ti scrivevo all’inizio, non devi scusarti!
c’è posto per qualsiasi opinione e per qualsiasi condivisione.
ti ringrazio per aver voluto offrire la tua visione delle cose.
spero di averti dato qualche motivo di fiducia, di averti chiarito alcune zone
d’ombra.
abbi fede nelle tue risorse, non sprecare energia nel criticare e nel vedere
solo quello che non va.
sembrano parole banali, ma credimi che possono davvero aiutarti a trovare quello
che vuoi!
Silvia S.P.

Silvia S. P.









Marni
06 Jan 2009 - 15:09 - #1Silvia questo articolo è molto interessante, sarebbe bello se tu potessi differenziare ciò che scrivi tu dal commento del lettore…si fa fatica a capire e diventa più difficile..non puoi usare un grassetto..oppure il corsivo?