
Non nascondo la mia tendente appartenenza alla prima schiera.
Il personale motivo è molto semplice e per nulla romantico.
Ripongo un valore educativo molto ampio alla metafora, così come la stessa, in ciascuna tradizione e in ciascun momento della vita dell’umanità, ha svolto un ruolo importantissimo per l’evoluzione spirituale, intellettuale propria della nostra specie.
Dalle fiabe al vangelo, insomma, attraverso leggende quindi metafore, si sono sviluppate profonde le strutture del pensiero umano.
Detto ciò, capisco benissimo chi ha desiderato ricercare, specialmente in Giappone, riscontri “storici” di questa “cosa” che è il ReiKi.
Naturalmente, la conoscenza della leggenda e/o la conoscenza della storia ricostruita, bene o male che sia, non può influire minimamente sulla tecnica, che così è: attivazioni, auto trattamenti, trattamenti e ecologia di vita, per riassumere in breve gli igredienti del successo di ReiKi.
Ecco quindi che vi propongo la lettura di questo brano, tratto da
Cristianità anno XXVII, n. 285-286, gennaio-febbraio 1999
[…]
Secondo William Lee Rand e Frank Arjava Petter, nessuna di queste informazioni è esatta.
Mikao Usui non ha mai avuto a che fare con l’Università di Chicago né con l’Università Doshisha, e non è mai stato cristiano.
Usui nasce in un piccolo villaggio, Yago (nella prefettura di Gifu), il 15 agosto 1865[4].
Da bambino frequenta una scuola buddhista tendai.
Non è chiaro se abbia conseguito ulteriori titoli, anche se i suoi primi seguaci affermano che aveva studiato la medicina e la teologia (buddhista), nonché l’arte di predire il futuro degli indovini giapponesi.
Educazione formale o no, dopo viaggi - di cui si sa molto poco - in Europa (ma forse non in America) e in Cina, diventa un uomo d’affari di successo e fa parte di un gruppo esoterico interessato ai fenomeni parapsicologici e al mondo degli spiriti, il Rei Jyutu Ka.
Nel 1914 è vittima di un disastro economico. Si rivolge alla religione e si iscrive a un corso di meditazione di ventuno giorni presso il tempio del Monte Kurama, sacro alla scuola buddhista tendai.
Meditando sotto una cascata - una pratica comune in Giappone - ha un’improvvisa illuminazione, e si sente pieno di energia divina.
Dal 1914 al 1922 utilizza questa sua scoperta radunando un piccolo gruppo di seguaci a Kyoto.
Nel 1922 si trasferisce a Tokyo dove fonda la Usui Shiki Reiki Ryoho (”[Società per la diffusione del] Sistema Usui di Guarigione Reiki”).
Apre anche una clinica e inizia a formare maestri di reiki, che inizia in tre gradi chiamati shoden (primo grado), okuden (insegnamento interiore) e shinpiden (insegnamento misterico), secondo alcuni - ma questo punto è controverso - seguiti da altri tre più segreti.

Silvia S. P.








