
Paolo Mancini è stato il primo (alla faccia di Phillys Furumoto), nel 1991 - il 17 luglio; fa poi seguito alle sue numerose pubblicazioni, nel 1995, il volume La vera storia di ReiKi.
Il Centro Italiano ReiKi (ha registrato tutto il nome del centro in una sola categoria, per SERVIZI IL CUI SCOPO ESSENZIALE E’ LO SVAGO E IL DIVERTIMENTO O LA RICREAZIONE DI INDIVIDUI) arriva secondo, depositando la domanda il 19 febbraio 1993.
Terzo classificato in questa corsa al possesso di ReiKi, è l’ISTITUTO DELLE MOTIVAZIONI S.R.L. ( TO) con l’artifizio di distanziare le lettere della parola r e i k i.
Siamo all’inizio del 1995, ed è interessante osservare questa successione di “marchi” depositati assieme al momento storico del ReiKi in Europa.
Dopo l’aver aperto a tutti, ma proprio tutti l’insegnamento di ReiKi, Phillys Furumoto si accorge che probabilmente per un eccesso di fiducia nel genere umano, alcuni dei suoi allievi diventati maestri stanno prendendo vie un po’ troppo commerciali, svuotando man mano REIKI dai significati originari e infarcendolo, sempre man mano, delle loro personali (a volte utili, spesso ridondanti) attitudini.
E’ nel 1995, infatti, che emerge il processo di Phyllis con la decisione di istituire le “licenze” per l’insegnamento di ReiKi, assieme al tentativo di registrare (!) in tutti i paesi d’europa la parola REIKI.
In alcuni paesi la mossa riesce (in Spagna mi risulta) in altri no.
La ReiKi Alliance da lei presieduta inizia così a divenire, anche, un sistema di controllo (abbastanza riduttivo, secondo il mio punto di vista) dove gli aderenti devono, oltre che pagare la domanda di ingresso, la quota d’ingresso in caso di accettazione, la quota annuale e quella mensile, sottoporsi all’esame di osservatori inviati dall’associazione per verificare l’aderenza al Sistema Usui con gli insegnamenti: 1)condivisione 2) storia di ReiKi 3) trattamenti 4) pratica.
Non è facile, credo, comprendere la dicotomia apparente della grandmaster Furumoto.
Quella cioè che vede da un lato emergere l’aspetto del “business” in alcune inziative a lei riconducibili (abbiamo verificato e pare che almeno il sito www.usuireiki.com, citato nella sua intervista, sia passato di mano)e quella che trasmette la fiducia incondizionata nel sistema Usui, nell’energia vitale…
Infatti la pagina della ReiKi Alliance (in italiano) è tutta un’altra musica :-).
Concludo, sperando di avervi fornito materiale interessante, segnalandovi questa chicca, decisamente in tema con il mio intervento:

l’intervista rilasciata proprio da Phyllis Furumoto al
E’ sempre un piacere, per me, leggere le sue parole: grazie, Phyllis!
P.S. se volete divertirvi a studiare un po’ la storia di ReiKi in Italia anche attraverso la documentazione dei marchi registrati, questo è il link della banca dati nazionale ;-)

Silvia S. P.









