Operatore bio naturale del benessere /5

Cosa fa il naturopata? Cosa fa il medico? Cosa fanno le persone per scegliere il proprio benessere?

Bisogna stabilire cosa può fare un NATUROPATA.


Bruno Giordano
,
magistrato, è apparso molto critico sulla Sanità nazionale, definita dal
rappresentante della Regione Toscana la migliore del mondo, con incredibili
esempi della malasanità esistente. 20 anni fa l’agopuntura era considerata
stregoneria, oggi è entrata nel campo medico.

Esiste una grossa schizofrenia in merito: dal 1930 esiste una legge che prevede
l’esame di stato per esercitare le discipline mediche.

È allora necessario stabilire cosa può fare, ad esempio, un naturopata.

Un sondaggio, realizzato in tutta Italia, conteggia la percentuale della
popolazione che ricorre alle circa 15 medicine alternative: percentuali
altissime, specialmente nel Sud.

Tratta poi del problema
costituzionale: varie leggi regionali sono state impugnate, altre no.

Nel vuoto della
legislazione statale le Regioni si sono mosse, ma le libere professioni sono
coordinate dallo Stato: esiste dunque la necessità di un intervento statale.

Vi sono state molte
proposte di legge fino ad oggi, nessuna è passata, ben venga una disciplina
unica, anche perché non siamo soli: c’è una risoluzione del Parlamento Europeo
sullo stato delle medicine non convenzionali che mette a fuoco una serie di
questi problemi e sottolinea l’importanza di garantire ai pazienti la scelta più
alta possibile di prestazioni e la necessità di proteggerli” indicando come “gli
interessi dell’industria farmaceutica sembrano prevalere sugli interessi dei
cittadini”.

In Europa
esiste disparità di trattamento tra operatore italiano ed altri operatori
europei, ma anche tra operatori italiani delle diverse Regioni. Ma ci si occupa
solo dell’operatore e non del cittadino.

Leggendo tutte le proposte
di legge, si coglie timidezza nell’individuare le discipline: non sembrano avere
tutte la stessa dignità scientifica: bisogna avere invece il coraggio di dire
quale sta fuori e quale dentro.

Alcune sono codificabili scientificamente, altre no. Occorre avere il coraggio,
a livello regionale e statale, di individuare non solo le professioni ma anche
le attività e di indicare quali siano i diritti e gli obblighi di questi
soggetti: bisogna dire cosa può fare il naturopata, ad es., non definirne solo
il nome.

È evidente che ormai sono maturi
i tempi per una disciplina nazionale della professione.

È fondamentale che le
commissioni regionali stabiliscano cosa può fare il naturopata e gli altri.

Lo ha detto Vittorio Caprioglio, Direttore della Scuola di Naturopatia
dell’Istituto Riza. Sembra finalmente che i politici abbiano recepito l’aspetto
positivo degli operatori naturali e compresa anche la necessità di una
formazione medio-leggera, che tenga conto delle necessità reali del settore e
dei pazienti. Il tavolo d’ora in poi sarà soprattutto fra politici e magistrati.

Secondo Lorenzo Argolini,
Segretario Generale dell’ APOS DBN, Associazione Professionale Operatori Shiatsu
e Discipline Bionaturali, la tradizione del mondo degli operatori naturali è di
tipo “part time”, perché molti già svolgono altre attività.

Sarà necessario dunque tenere in considerazione questo fattore nelle leggi
regionali al punto della formazione e riconsiderare i corsi, previsti “almeno
triennali” in tal senso.

Ci sono delle interessanti esperienze di formazione a tempo pieno (shiatsu),
validissime, che durano solo un anno.

Propone di realizzare un convegno nazionale per discutere sul tema. Per quanto
riguarda la terminologia, ha perplessità sul tema del benessere, che non sembra
rappresentare bene il mondo degli operatori naturali ed anche sul termine
“olistico”. Operatore di discipline bio-naturali è il termine più adeguato.


Fabio Zagato
,
Presidente FNNS Federazione Nazionale Scuole di Shiatsu. …La definizione della
figura professionale spetta allo stato, altrimenti non v’è certezza
professionale, manca una figura di riferimento di tipo fiscale e una normativa
valida a livello nazionale che specifici cosa fa l’operatore shiatsu e cosa il
naturopata.

“Discipline per la salute”:
è necessario rivendicare il termine salute, che non deve essere rivendicato solo
dalla sanità: non lo è storicamente, il concetto è troppo vasto, è legato a ciò
che noi facciamo.

La madre non si può
occupare della salute del proprio figlio altrimenti fa un atto terapeutico: la
salute è legata strettamente agli stili di vita, che è l’area in cui gli
operatori naturali lavorano.

Importante rivendicare il
termine salute perché esiste ormai da oltre 30 anni un nuovo sentire nei
confronti del termine salute, che vuol dire non sono ammalato ma mi prendo cura
di me stesso in un rapporto equilibrato tra me stesso e il mondo.

Nuovi saperi trasversali
culturalmente, ognuno dei quali parte dal principio che l’atto terapeutico non è
la cura della malattia, ma la prevenzione della stessa attraverso stili di vita
appropriati.

Noi siamo interessati a
mantenerci in un ambito che non è quello sanitario, ma è necessaria una legge
che stabilisca gli ambiti della professione.

Ugualmente, la formazione non si può giocare al ribasso: la preparazione tecnica
deve essere ampia ed importante.


Le discipline sono VIVE, non importa quali,
quante.


Marcella Brizi
,
direttrice della Scuola per operatore Naturopata del benessere, medico e
naturopata, si chiede: cosa possono fare i naturopati per facilitare l’iter del
processo della loro normalizzazione e legalizzazione, così come chiedono sempre
più i cittadini? Continuare a lavorare anche senza la legge, perché la base
concreta e popolare è che ci sono gli operatori che lavorano. Definire quante
discipline (16? 20?) è un lavoro inutile, le discipline sono vive e continuano a
svilupparsi attraverso pratiche, esperienze, ma ha senso dire cosa può fare un
naturopata nel senso del benessere delle persone. E dire anche cosa non si può
fare, ad esempio, certificati di morte, o sospensioni dal lavoro, etc. È poi
necessario contrattare con le forze in campo su quel che si può fare e cosa no,
e lasciare crescere e sviluppare le diverse discipline. Fare ricerca, contro la
farmacocrazia culturale e filosofica ormai introiettata dalla popolazione,
specialmente quella più povera del mondo. È allora necessario trovare il modo di
fare ricerca. È necessario creare delle condizioni così come ha fatto
l’industria farmaceutica, raccogliere schede, casi, testimonianze di clienti,
archiviare, portare il materiale nelle sedi delle associazioni delle varie
discipline, creare una banca dati, andare dai medici.

L’importanza della LIBERA
SCELTA TERAPEUTICA.


Pierluigi Ravelli
,
Presidente di ESSEN,
Interassociazione delle Terapie Naturali,
che raggruppa 10 associazioni che operano sulla naturopatia, sottolinea che sono
più di 20 anni che si cerca di normare il settore. A chi giova una legge? La
Essen rappresenta i naturopati dopo che si sono formati.

Questi non riescono a lavorare perché sono continuamente attaccati. Eppure c’è
un grande spazio per loro. Vi sono delle categorie protette che ostacolano.

È per questo necessario partire dalle fondamenta, sottolinendo la libertà di
scelta terapeutica. Non accetta che si dica cosa si deve fare: è l’individuo che
è libero, le leggi devono regolamentare dei fatti dopo che sono avvenuti. Le
leggi devono solo aiutare ad ampliare le classi protette e non ad ampliare il
ruolo delle professioni. Si è visto come la Naturopia “non” è regolamentata in
Europa perché in realtà non vi è necessità. Le associazione di categoria hanno
l’obbligo di garantire l’utenza con l’obbligo di iscrivere i propri soci nei
propri elenchi che devono essere certificati. È dunque contrario alla legge, non
serve ai naturopati. Se la legge passa, la maggior parte degli operatori sarà
ingabbiata.

In conclusione una legge
nazionale è necessaria per garantire gli operatori seri, per non far trasbordare
i medici in campi che non sono loro appropriati e per garantire il cittadini.

Commenti dei lettori

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  • emanuel celano

    18 Dec 2008 - 17:06 - #1
    0 punti
    Up Down

    Una Legge POPOLARE Sulle Medicine Non Convenzionali

    Il percorso per il riconoscimento delle medicine non convenzionali ha seguito sino ad oggi un lungo iter parlamentare, senza giungere ancora alla creazione di un quadro normativo nazionale. Attualmente in Italia non è ancora giuridicamente riconosciuta la figura professionale del Naturopata e dell’operatore delle Discipline Bio-Naturali. Esistono solo delle leggi regionali (in particolare in Lombardia, Toscana, Liguria ed Emilia Romagna).
    Per questi motivi abbiamo deciso di creare UN NUOVO SITO http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it e raccogliere le 50.000 firme necessarie per presentare una proposta di Legge di iniziativa popolare. 50.000 firme per la libertà di scelta terapeutica e la legittimità delle Medicine Non Convenzionali.
    La parte innovativa di questo progetto è costituita dalla modalità di creazione della legge stessa. Tutti possono contribuire alla sua stesura partendo da un testo base. Abbiamo creato, a tal proposito, una sezione aggiornabile in stile wikipedia per ricevere i commenti ed i testi degli utenti che vorranno partecipare.

    SAREMO LIETI DEL VOSTRO CONTRIBUTO PER LA STESURA DELLA LEGGE !

    Vogliamo sottolineare che questa proposta di Legge Popolare non è vincolata o promossa da alcun Partito Politico, ma nasce per volontà della Ass. Culturale Spazio Sacro di Bologna nella persona del suo vice-presidente, il Dott. Emanuel Celano.

    Una nota rilevante che distingue questa proposta da quelle sino ad ora ricevute in Parlamento è data dalla apertura della stesura della Legge a tutti coloro che vi vorranno partecipare, e dal ruolo assegnato alla Commissione Pilota sulle Medicine Non Convenzionali, prima che venga istituita una Commissione Permamente sulle MNC. Solo una Commissione Pilota, i cui rappresentanti provengono dalle realtà italiane nelle quali vengono promosse ogni giorno, la conoscenza, l’apprendimento e la sperimentazione delle medicine non convenzionali è, a nostro parere, in grado di aiutare la comunità scientifica ad individuare le discipline bio-naturali da riconoscere e definire i profili e le competenze degli operatori olistici.

    LE FASI DEL PROGETTO :

    1. RACCOGLIERE 50.000 FIRME VIRTUALI TRAMITE LA PETIZIONE ONLINE

    2. REDIGERE INSIEME UNA PROPOSTA DI LEGGE (vedi la versione attuale)

    3. TROVARE ALMENO UNA ASSOCIAZIONE O UN CENTRO PER OGNI PROVINCIA ITALIANA DISPONIBILE A COSTITUIRSI COME PUNTO DI RACCOLTA DELLE FIRME REALI (vedi le sedi)

    4. INVIARE, UNA VOLTA RAGGIUNTO IL NUMERO, UNA EMAIL A TUTTI COLORO CHE HANNO PARTECIPATO CON IL TESTO COMPLETO DELLA PROPOSTA DI LEGGE.

    5. RACCOGLIERE LE 50.000 FIRME CARTACEE CON VALORE LEGALE PRESSO LE SEDI PROVINCIALI INDIVIDUATE PER LA RACCOLTA DELLE FIRME REALI

    6. DEPOSITARE LE FIRME ALLA CORTE DI CASSAZIONE PER IL LORO RICONOSCIMENTO

    7. CONSEGNARE LA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE AL PARLAMENTO ITALIANO

    Perchè Firmare adesso, se la proposta di legge popolare non è ancora ultimata ?

    Secondo la Legge Italiana la raccolta di firme online non ha valore legale. Chiediamo una adesione adesso, anche se la proposta di legge popolare che troverete nel sito non è ancora ultimata, per ricevere un sostegno ed appoggio a questa iniziativa e per velocizzare le fasi del Progetto. Una volta raccolte le 50.000 firme i partecipanti riceveranno nella loto casella di posta il testo completo della proposta di legge e SOLO SE lo riterranno valido potranno recarsi presso una struttura nella loro provincia per la firma cartacea con valore legale. Grazie a tutti !

    DAL MENU DEL SITO http://www.unaleggeperlemedicinenonconvenzionali.it

    Firma la petizione

    Vedi le Firme

    Avvisa un amico

    Leggi la Legge e collabora alla stesura del testo

    Le Sedi che raccoglieranno le firme cartacee

    Inserisci il Banner della Iniziativa nel tuo sito per aiutarci a raccogliere le firme

    Chi Siamo e contatti

    Un abbraccio di luce ed un sentiero di pace.

    Emanuel Celano

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