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Per la prima volta in Italia il padre della P.N.L.

Richard Bandler è un uomo "tosto", veste con cravatte fantastiche, porta i capelli grigi riuniti in un lungo codino, usa stampelle per aiutarsi a camminare e...

è un piacere ascoltarlo; come accogliere acqua fresca, scrosciante e frizzantina dentro di sè!
Vitale, intelligente, acuto, semplice, diretto… si direbbe un uomo libero.
Ma, libero da cosa?

“Per quanto mi riguarda, comprendere le catene dei liberi significa comprendere le similitudini che accomunano tutti i problemi che hanno origine nella mente. Ciascun problema nasce dalle convinzioni che avete, dagli atteggiamenti che adottate, dai pensieri che fate, dalle sensazioni che provate e dai comportamenti che adottate. Quando riuscite a capire questo, potete iniziare a porvi la domanda: come posso assumere il controllo di ciò di cui sono convinto, dei miei atteggiamenti, di ciò che penso, di ciò che provo e di ciò che faccio?

Le catene dei liberi vanno spezzate, occorre rinunciarvi. Queste catene sono la tristezza, la paura, l’odio, il dubbio, lo stress, la povertà, la solitudine, il dolore, le cattive relazioni, le persone difficili e i momenti bui.

Ci sono modi per spezzare ciascuna catena e, una volta che saranno state spezzate tutte, proverete un profondo senso di libertà individuale.

Vi ritroverete a sentirvi automaticamente bene per nessun motivo. Scoprirete quant’è meraviglioso essere in grado di prendere le cose e cambiarle con facilità. Vi sentirete rilassati, sicuri di voi stessi e di ciò che fate. Guadagnerete di più, organizzerete meglio il vostro tempo e vi relazionerete agli altri in modi più positivi.

Affronterete le persone difficili nel modo più intelligente e supererete i momenti duri, rafforzando il vostro carattere lungo il percorso.

Le catene possono, tuttavia, ricomparire, quindi è di vitale importanza che continuiate a sostentare la libertà che è vostra di diritto.

Quello di cui dovete assolutamente rendervi conto è che, se applicherete le idee contenute in questo libro e le userete nella vostra vita, i lucchetti rimarranno aperti e le catene svaniranno.

Perché le persone diventano infelici? Perché hanno paura? Perché dubitano di loro stesse? Perché si odiano le une con le altre? Perché si stressano? Perché le persone si sentono soverchiate? Sole? Ferite? Perché certe persone vivono di privazioni? Perché altre sono prive della capacità di relazionarsi con gli altri? Perché è così difficile stare con certe persone? Perché si devono attraversare momenti difficili?

La risposta a queste domande è: perché siamo nati, siamo diventati grandi e abbiamo imparato a pensare e ad agire in certi modi particolari.

Ci attacchiamo alle persone, alle idee e agli oggetti e, talvolta, ne diventiamo schiavi. Impariamo a mettere assieme eventi altrimenti scollegati. Prendiamo decisioni guidate dallo stato d’animo in cui ci troviamo e, talvolta, queste decisioni non ci sono utili.

Il modo in cui ci comportiamo, sia dentro la nostra mente, sia nel mondo reale, determina il modo in cui viviamo in questo mondo.

Quando lasciamo che sia il mondo a controllare il modo in cui ci comportiamo, siamo alla mercé della fortuna, della sventura e delle circostanze. Quando assumiamo il controllo dei nostri comportamenti, allora siamo noi ad azionare il nostro cervello, a fare uso della nostra intelligenza e a trarre il meglio dalle circostanze.

Prima di poterci affrancare dalle catene dei liberi, dobbiamo imparare come le abbiamo create. Dobbiamo capire come abbiamo fatto a permettere a queste catene di limitarci e imprigionarci. Spesso, diamo la responsabilità agli altri e al mondo. Crediamo di essere le vittime del caso o del destino. Crediamo che questo sia il nostro fardello e che portarlo sia l’unica cosa che ci è data di fare per tirare avanti nella vita che ci è stata assegnata. Le persone si deprimono, perché per loro il mondo è un posto terribile. Le persone provano paura, perché c’è una sensazione che si insinua in loro in certe situazioni.

Le persone provano dolore, per via di chi, trattandole in malo modo, le fa stare così.

C’è un modo diverso di vedere tutto questo. Le persone si deprimono perché inducono loro stesse a sentirsi in quel modo. Le persone hanno paura perché si spaventano da sé. Le persone provano dolore perché si danno il permesso di sentirsi a quel modo.

Riesco quasi a sentire i pianti e i lamenti di tutte le vittime che gridano: “Sciocchezze! Noi non abbiamo scelto di sentirci così”.

Eppure io non ho mai affermato che le persone “scelgono” di sentirsi a quel modo. Ho semplicemente detto che sono loro la vera fonte di quelle sensazioni. Essere l’origine di una sensazione e averne la colpa sono due cose ben distinte.

La colpa si può far gravare sulle spalle di molte persone diverse. Per essere davvero precisi, dovreste incolpare ciascun singolo evento e ciascuna cosa abbia influenzato la vostra vita fino a questo istante, citandoli tutti come cause. Eppure, la mia domanda è: a che scopo?

La colpa non aiuta nessuno, nemmeno voi. Invece, muoviamoci assieme verso l’idea di responsabilità. Se scegliete di assumervi la responsabilità delle cose, allora ottenete il potere di controllarle.

Quando siete respons-abili, siete capaci di rispondere e reagire.

Potere rispondere alle cose come più vi aggrada.

Vedete, siamo noi stessi a causarci dei problemi e spesso siamo ignari di come lo facciamo. Questo accade perché non siamo consapevoli degli schemi naturali che, d’abitudine, regolano i nostri pensieri e le nostre azioni. Ci ritroviamo ad attuare certi processi mentali e certi comportamenti in automatico e questi, a loro volta, inducono in noi degli stati negativi e ci causano guai. Una volta che saremo in grado di identificare come attiviamo questi processi mentali e questi comportamenti, potremo far nostra l’abilità di cambiarli.

Le catene con cui ci imprigioniamo nascono dalle abitudini: dai modi in cui pensiamo, ci sentiamo e ci comportiamo. Il segreto sta nel non cercare di uscire da queste abitudini col ragionamento cosciente. È, invece, di cruciale importanza che sviluppiamo nuove abitudini inconsce. Un modo di farlo è assumere il controllo della capacità di influenzare la nostra mente inconscia. Un altro modo consiste nel diventare consapevoli di come facciamo quel che facciamo e di impegnarci in discipline che ci impongano di fare le cose
in modi diversi.

Uno dei motivi per cui la psicologia non è riuscita ad aiutarci a spezzare quelle catene è che si è concentrata prevalentemente sul tentativo di capire perché le persone facciano quello che fanno.

Sfortunatamente, la vasta complessità che scaturisce dal tentativo di spiegare le interconnessioni presenti all’interno del cervello umano tra i milioni di cellule cerebrali che lo compongono, l’impatto della genetica e dell’ambiente e la quantità pressoché infinita di possibili concause, fanno sì che il compito diventi praticamente impossibile.

La PNL, invece, pone il proprio focus sull’aiutare le persone a capire che non importa quale sia il motivo per cui fanno qualcosa e che l’unica cosa che conta è come. Sigmund Freud si era sbagliato di grosso su certe cose. Non è quello che ti capita, ma il modo in cui lo affronti. La causa non sta in ciò che è accaduto; la causa sta nel modo in cui ci pensi. Due persone subiscono degli abusi. Una è psicologicamente in buona salute, l’altra no. Qual è la spiegazione di questa differenza? Essa sta nel modo diverso in cui hanno affrontato quell’esperienza.

Una volta, la mia amica Helen mi fece un esempio della differenza che intercorre tra perché e come. Se cadessi in un fiume e non sapessi nuotare, il modo migliore di aiutarmi sarebbe cercare di scoprire perché ci sono finito dentro? O sareste di maggiore aiuto se vi tuffaste in acqua, mi salvaste e mi insegnaste a nuotare? Secondo me, questo è un modo squisito di spiegare come le persone possano imparare a cambiare. Sono così tante le cose che la PNL ci insegna in merito a come pensano le persone e a come creano le emozioni che provano. È utilizzando questo modello che potremo scoprire come funzionano gli schemi inconsci.

Quando ne scopriamo il funzionamento, possiamo portarli alla coscienza. Nel renderli coscienti, possiamo cambiarli. Dopo averli cambiati, possiamo lasciare che i nuovi schemi diventino per noi inconsci. In breve, possiamo cambiare il modo in cui è programmato il nostro cervello, cambiarne i collegamenti e sviluppare abitudini di pensiero e di comportamento più utili. Soltanto allora le catene dei liberi saranno spezzate! Questo l’ho imparato dalla mia personale esperienza. Ci fu un tempo in cui anch’io ero confinato nella mia stessa prigione: un inferno fatto di depressione, paura e stress…”

Libro Pnl è Libertà
Quello che avete appena letto è tratto dal NUOVO LIBRO di Owen Fitzpatrick e Richard Bandler: PNL È LIBERTÀ.

Un libro, scritto da Owen Fitzpatrick, dove si possono trovare i dialoghi tra lui e Richard Bandler, riflessioni e applicazioni pratiche per trovare la propria libertà.

Il libro sarà disponibile per l’acquisto tramite Internet nella pagina http://www.pnl.info/libri.aspx a partire dal 1 dicembre e nelle librerie dal 15 dicembre. Prezzo € 19,90 Spese di spedizione gratuite.

Potete trovare gli altri preziosi libri scritti da Bandler in questa selezione che vi caldeggio sicuramente!