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LIBERTA'

"E' diritto di nascita essere capaci di stare bene! Essere capaci di cambiare"

Non lo ha detto Osho, nè il mio maestro di ReiKi, nè altra guida spirituale o insegnante di cambiamento.

E’ quello che però pensano migliaia di persone, io inclusa.

E che probabilmente hanno detto Osho e il mio maestro di ReiKi e altre guide spirituali e insegnanti di cambiamento, con altre parole.

La frase precisa l’ho trascritta ascoltando le parole di Richard Bandler, durante la sua giornata italiana di presentazione dell’ultimo libro “PNL è libertà”.

“E’ diritto di nascita (di ciascun essere umano) essere capace di stare bene! Essere capace di cambiare!”

Un altra frase, tra il delizioso dialogare di questo uomo libero, che mi sono appuntata e che, nella sua semplicità, racchiude uno stimolo irrinunciabile a conoscere sè stessi è:

“Se scopri quello che veramente vuoi, e ci credi, LO REALIZZI!”

Concludo questa minima rassegna personale su quello che Bandler e con lui la PNL rappresentano con un piccolo, grande augurio:

“una volta che inizi il cambiamento, TUTTO cambia”.

Se avete colto l’assenza di retorica, l’immediatezza di queste brevi frasi, allora dovete proprio leggere l’ultimo libro che tratta di Richard Bandler e del suo lungo e straordinario lavoro per la libertà umana, (libro che ho scoperto essere in sconto sul WEB).

Questo libro è una conversazione a tratti spiritosa e leggera, a tratti dura e vibrante, tra una grande mente dei nostri tempi, Richard Bandler, e un giovane trainer di Programmazione Neuro-Linguistica intelligente e profondo, Owen Fitzpatrick.

Ecco alcuni passi.

Il modo in cui ci comportiamo, sia dentro la nostra mente, sia nel mondo reale, determina il modo in cui viviamo in questo mondo.

Quando lasciamo che sia il mondo a controllare il modo in cui ci comportiamo, siamo alla mercé della fortuna, della sventura e delle circostanze. Quando assumiamo il controllo dei nostri comportamenti, allora siamo noi ad azionare il nostro cervello, a fare uso della nostra intelligenza e a trarre il meglio dalle circostanze.

Prima di poterci affrancare dalle catene dei liberi, dobbiamo imparare come le abbiamo create. Dobbiamo capire come abbiamo fatto a permettere a queste catene di limitarci e imprigionarci. Spesso, diamo la responsabilità agli altri e al mondo. Crediamo di essere le vittime del caso o del destino. Crediamo che questo sia il nostro fardello e che portarlo sia l’unica cosa che ci è data di fare per tirare avanti nella vita che ci è stata assegnata. Le persone si deprimono, perché per loro il mondo è un posto terribile. Le persone provano paura, perché c’è una sensazione che si insinua in loro in certe situazioni.

Le persone provano dolore, per via di chi, trattandole in malo modo, le fa stare così.

C’è un modo diverso di vedere tutto questo. Le persone si deprimono perché inducono loro stesse a sentirsi in quel modo. Le persone hanno paura perché si spaventano da sé. Le persone provano dolore perché si danno il permesso di sentirsi a quel modo.

Riesco quasi a sentire i pianti e i lamenti di tutte le vittime che gridano: “Sciocchezze! Noi non abbiamo scelto di sentirci così”.

Eppure io non ho mai affermato che le persone “scelgono” di sentirsi a quel modo. Ho semplicemente detto che sono loro la vera fonte di quelle sensazioni. Essere l’origine di una sensazione e averne la colpa sono due cose ben distinte.

La colpa si può far gravare sulle spalle di molte persone diverse. Per essere davvero precisi, dovreste incolpare ciascun singolo evento e ciascuna cosa abbia influenzato la vostra vita fino a questo istante, citandoli tutti come cause. Eppure, la mia domanda è: a che scopo?

La colpa non aiuta nessuno, nemmeno voi. Invece, muoviamoci assieme verso l’idea di responsabilità. Se scegliete di assumervi la responsabilità delle cose, allora ottenete il potere di controllarle.

Quando siete respons-abili, siete capaci di rispondere e reagire.

Potere rispondere alle cose come più vi aggrada.

Vedete, siamo noi stessi a causarci dei problemi e spesso siamo ignari di come lo facciamo. Questo accade perché non siamo consapevoli degli schemi naturali che, d’abitudine, regolano i nostri pensieri e le nostre azioni. Ci ritroviamo ad attuare certi processi mentali e certi comportamenti in automatico e questi, a loro volta, inducono in noi degli stati negativi e ci causano guai. Una volta che saremo in grado di identificare come attiviamo questi processi mentali e questi comportamenti, potremo far nostra l’abilità di cambiarli.

Le catene con cui ci imprigioniamo nascono dalle abitudini: dai modi in cui pensiamo, ci sentiamo e ci comportiamo. Il segreto sta nel non cercare di uscire da queste abitudini col ragionamento cosciente. È, invece, di cruciale importanza che sviluppiamo nuove abitudini inconsce. Un modo di farlo è assumere il controllo della capacità di influenzare la nostra mente inconscia. Un altro modo consiste nel diventare consapevoli di come facciamo quel che facciamo e di impegnarci in discipline che ci impongano di fare le cose
in modi diversi.

Uno dei motivi per cui la psicologia non è riuscita ad aiutarci a spezzare quelle catene è che si è concentrata prevalentemente sul tentativo di capire perché le persone facciano quello che fanno.

Sfortunatamente, la vasta complessità che scaturisce dal tentativo di spiegare le interconnessioni presenti all’interno del cervello umano tra i milioni di cellule cerebrali che lo compongono, l’impatto della genetica e dell’ambiente e la quantità pressoché infinita di possibili concause, fanno sì che il compito diventi praticamente impossibile.

La PNL, invece, pone il proprio focus sull’aiutare le persone a capire che non importa quale sia il motivo per cui fanno qualcosa e che l’unica cosa che conta è come. Sigmund Freud si era sbagliato di grosso su certe cose. Non è quello che ti capita, ma il modo in cui lo affronti. La causa non sta in ciò che è accaduto; la causa sta nel modo in cui ci pensi. Due persone subiscono degli abusi. Una è psicologicamente in buona salute, l’altra no. Qual è la spiegazione di questa differenza? Essa sta nel modo diverso in cui hanno affrontato quell’esperienza.

Se siete interessati al lavoro del padre della Programmazione Neuro Linguistica, vi consiglio anche questi straordinari testi:







LA STRUTTURA DELLA MAGIA


USARE IL CERVELLO PER CAMBIARE

Buona lettura!

Silvia S.P.